"Invece di scrivere storie sulla catastrofe imminente, forse dovremmo dare la catastrofe per avvenuta e partire da lì [...]"
P. K. Dick

Chi potrebbe mai immaginare che una affermazione di così sano realismo sia potuta provenire da uno degli scrittori di fantascienza tra i più noti ed acclamati degli ultimi anni? Secondo la scolastica interpretazione dei generi letterari che viene veicolata presso il pubblico di lettori, alla letteratura di genere, nella fattispecie quella fantascientifica, viene attribuito il compito di "divertire" (l'antico de/vertere), di procurare piaceri estemporanei per il tramite di narrazioni inverosimili, posticipando in un futuro remoto (outopos) il tempo della propria narrazione. Di fronte ad una simile impostazione, che svilisce nella definizione di genere "minore", una letteratura in grado di leggere il momento presente secondo quanto esso racchiude di non ancora realizzato, è nata l'esigenza di confrontarsi con il tentativo di affermazione di un'utopia, quella del 1968, che è divenuta storia pur non essendosi realizzata e forse proprio per questo motivo. Abbiamo quindi chiesto ad un numeroso gruppo di scrittori italiani di confrontarsi con il genere letterario fantascientifico, che per molti di loro non è lo strumento usuale d'espressione. I risultati di questa collaborazione intensa e prolifica li potrete trovare nei tre numeri della rivista usciti da Maggio a Luglio, si tratta in maggioranza di racconti, ma non mancano interventi diversi quali saggi, poesie e fumetti. Tra quanti hanno aderito all'iniziativa, con interesse ed entusiasmo, vogliamo ricordare in rigoroso ordine sparso: Franco Berardi (Bifo), Paolo Maurizio Bottigelli, Enzo Fileno Carabba, Vittorio Catani, Vittorio Curtoni, Valerio Evangelisti, Roberto Fuiano, Barbara Garlaschelli, Luca Masali, Michele Monina, Silverio Novelli, Serge Quadruppani, Giampiero Rigosi, Nicoletta Vallorani, Dario Voltolini, Carlo Lucarelli, Domenico Gallo. Ovviamente i racconti che troverete in questo sito (e sulla versione cartacea dell rivista), al di là del pretesto commemorativo del Maggio 1968, offrono la possibilità di articolare una riflessione relativamente alle caratteristiche dell'utopia e all'AMBIGUITA' delle sua possibilità d'esistenza. Da questo punto di vista la narrativa fantascientifica ci è sembrata una delle forme più adatte per la realizzazione di questo progetto, infatti negli ultimi anni l'attenzione della sf, anche quella italiana, per la realtà presente si è fatta sempre più strumento di indagine della realtà stessa e dei suoi paradossi, rivendicando il diritto di critica attraverso le proprie narrazioni che reclamano con forza il diritto di essere "fantastiche" perchè attraverso questo loro statuto possono tematizzare problemi e paradossi altrimenti relegati in elitarie quanto astruse pubblicazioni. Basti ricordare a questo proposito la polemica sollevata da Valerio Evangelisti nei confronti della letteratura "seria" ed impegnata della tradizione italiana, accusata di stereotipare i generi letterari con relativa classificazione di qualità al di là dell'effettiva validità delle produzioni letterarie e della bontà dei loro contenuti. In tal senso è nostra intenzione mantenere questa parte del sito "Ambigua Utopia" destinata alla divulgazione di materiale "narrativo", con la speranza di accrescerne non solo il numero di interventi, ma anche la ricchezza dei contenuti.