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Quand’ero piccola, una volta, scrissi
alla lavagna una frase sbagliandomi: scrissi uovo invece di
uomo; e tutti a ridere, senza rendersi conto che invece, anche
grazie al fatto che sono un esperimento di eu-genetica, avevo
predetto uno dei binomi bioetici del duemila. L’uovo fecondato,
infatti, è la dannazione e l’eccitazione degli scienziati
di oggi (di scienziate contagiate non si sa): gestire il dna
dell’ovulo femminile e fecondarlo a piacimento, e poi possibilmente
gestire lo sviluppo dell’embrione a feto e farlo nascere in
un utero artificiale... cose già fatte e delle quali
ora è da verificare il ramo di sviluppo in batteria (animali,
esseri umani, e se si a quali fini commerciali e di dominio?).
Queste finalità sembrano essere, assieme al raggiungimento
dell’immortalità, il fine ultimo più interessante
delle scienze che riguardano tutto ciò che è bios,
vita; sono la faccia illuminata di un pianeta antico sul quale
si crede che l’Uomo abbia diritto di assoggettare la natura,
e che contiene un mito nel quale si racconta di un "Figlio
dell’uomo", dunque di una dinastia di maschi... evidentemente
già capaci di riprodursi in provetta, o previo intervento
di un fecondatore trinitario su una femmina-matrice! La "conquista
scientifica" e commerciale del produrre animali ed umani
ad immagine del proprio progetto... non è dunque poi
così lontana dal continente di chi fa religiosamente
continui richiami a non offendere "dio creatore" con
le tecniche manipolatorie. Dio e Denaro, testa o croce. Noi
donne nel frattempo siamo solo costole, e probabilmente pagheremo
nuovi costi.
Infatti, nonostante il grande impiego di forze, i sacrifici
delle donne, non c’è un luogo della politica (dai parlamenti
ai summit internazionali) nel quale si riesca a far valere l’attenzione
verso argomenti cruciali per la sopravvivenza e la salute del
pianeta, di donne e di uomini. Lo squilibrio causato dall’orbitare
di questo oscuro pianeta patriarcale (o gestito dai figli ora,
se volete) fa girare sempre il discorso e le energie intorno
ai dilemmi del dominio maschile sulla natura e sulle donne.
Basti pensare alla recente discussione al parlamento italiano
su fecondazione assistita e tecniche di riproduzione, od ai
commi del comitato italiano di bioetica. "Non è
importante riconoscere se l’embrione sia una persona o no, l’importante
è che sia trattato come una persona." Non importa
a questi signori niente di più che sottoporre al loro
controllo qualcosa che è nel grembo di una donna. Anche
se l’embrione non ha ancora alcuna funzione cerebrale definita,
nelle sue prime settimane, esso "è" persona?
Come possono definire lo status di persona per l’embrione e
poi essere così allegri quando si tratta invece di decidere
su persone nate, compiute, decretando la morte cerebrale per
poter espiantare? Una questione complessa che meriterebbe più
spazio.
Basti in questo momento ricordare che quelli così
gelosi dell’embrione "custodito" da una donna, sono
poi meno gelosi di una bambina già nata, quando si tratta
di permetterne l’infibulazione, tortura atroce, anche negli
stessi ospedali per rispetto delle culture "altre".
Così, guarda caso, ci si può dire aperti e progressisti,
ed applicare intanto un po’ di sano odio misogino. Papa W. ha
affermato che le donne hanno ucciso con gli aborti 3 milioni
e mezzo di "bambini" in 20 anni: ma non era proprio
la Chiesa a decretare che "non est homicida qui abortum
procurat antequam anima corpori infusa sit"? Agostino calcolava
che nelle femmine l’anima venisse infusa dopo 70 giorni, mentre
nei maschi dopo 40: sono quindi in maggioranza bambini maschi
quelli abortiti con dispiacere della Chiesa, che considera il
fenomeno aborto più grave dell’olocausto o dell’atomica!
In realtà la Chiesa non ha una visione molto netta circa
l’infusione delle anime, bensì una visione netta circa
un ordine sociale maschile. Consideriamo poi che noi donne,
per la nostra storia di genere, abbiamo spesso una visione non
"economica", e siamo meno convenienti e gestibili
della madre-provetta.
Anche se alcune, convinte della superiorità femminile,
mettono in rilievo la minimizzazione del ruolo del maschio nella
fecondazione in vitro, la strategia politica ed economica della
scienza al maschile è chiaramente proiettata a conquistare
la prova della non necessità delle donne e della maternità.
Tagliare... non tagliano già anche in altri campi, dove
reputano non ci sia "ordine" e convenienza? Ciò
che non è economico e che si muove diversamente va tagliato,
ad opera dei normalizzatori. La figura dello scienziato "pazzo’,
con le scarpe da ginnastica e i capelli beat, è una pia
forma di allucinazione, così come quella della post-femminista
"invasata" che si appropria delle tecnologie più
avanzate e finalmente è libera, bella e cyber. Ma sono
le radici della ricerca scientifica e della tecnologia che mettono
spesso in discussione la possibilità stessa di un loro
impiego alternativo. Anche se i contemporanei, ad esempio con
l’uso dell’esercito per "scopi umanitari" e dei bombardieri
per fini "chirurgici", sembrano aver specializzato
la vocazione all’ipocrisia nella quale personaggi come Clinton
o d’Alema, da bravi narcisi, sono ottime reclute.
La scienza e la tecnologia si sono sviluppate come strade
che portano lontano dal rispetto e dalla storia dei corpi, finalizzate
all’abolizione della corporeità. Pensiamo al già
citato argomento della procreazione; con citazioni a mitraglia,
che costituiscono il loro linguaggio, post e cyber femministe
auspicano che la procreazione artificiale sia la fine dell’ultima
costrizione delle donne. Allucinate dall’etichetta della "femmina",
esse postulano un futuro queer senza generi sessuali definiti
ma nel contempo delirano di un nuovo potere tecnologico femminile.
Il loro corpo, ed il rapporto con la loro madre, sarebbe solo
un limite. Sfornare bambini dalla provetta all’incubatrice sarebbe
un bel modo di immetterli alla vita: si giunge così,
dal parto cesareo e dall’intervento maschile sulla maternità
(pensiamo agli orrori della storia della ginecologia)... alla
capitolazione di donne che ormai hanno voglia di dimenticare
l’esperienza stessa dell’umano.
Non somigliano, questi deliri cangianti, a certe retoriche post
femministe sulla prostituzione? Mentre queste parlano di libertà
nel vendere il proprio corpo (siamo sempre in tema di bio-politiche!),
sfruttando una richiesta di dignità per decollare invece
con teorie pro-prostituzione e pro-porno... le prostitute fanno
pesantemente il loro mestiere, con o senza magnaccia. Ed ecco
che ritorna nei nostri dibattiti il fantasma del corpo e della
nostra emotività, del desiderio: che il sesso-meccano-merce
vuole coprire. Un fantasma che solo una luce politica può
a volte intravedere, nella sua realtà di desiderio di
amore, di scambio, di dono anche se spesso doloroso (e non è
il dolore il fantasma più nero?). "Condividere con
l’altra la capacità di sentire è diverso dall’usare
questa capacità come potremmo usare un kleenex. E quando
guardiamo altrove per non guardare la nostra esperienza, erotica
o altro, invece di condividere usiamo le capacità di
sentire delle altre che partecipano all’esperienza con noi.
E usare un’altra senza il suo consenso è un abuso".
Audre Lorde dice questo nel 1978 spiegando come l’erotico sia
un potere delle donne. E centra il problema del rapporto tra
noi, donne e uomini, e i nostri corpi, il problema dell’abuso.
Prezzo pagato per il dominio
Abuso, un termine comune in una società dove tutti
usano tutti, e la conoscenza degli effetti profondi di questi
usi (e della stessa scienza) è ormai tendente a zero.
Così come nella procreazione, che per la vendita di organi,
che per il sesso e il cibo, la dimensione diventa l’abuso, che
causa rischi sempre maggiori perché nessuno può
conoscere la provenienza delle materie prime, delle idee, dell’ideologia
che propaganda queste merci e questo ab-uso.
"L’estraniazione degli uomini dagli oggetti dominati
non è il solo prezzo pagato per il dominio: con la reificazione
dello spirito sono stati stregati anche i rapporti interni fra
gli uomini, anche quelli di ognuno con se stesso. Il singolo
si riduce a un nodo o crocevia di relazioni e comportamenti
convenzionali che si attendono praticamente da lui. L’animismo
aveva vivificato le cose; l’industrialismo reifica le anime".
Adorno e Horkheimer scrivono questo nel 1944.
Cos’è cambiato da allora? La scienza non è
più in mano a nazisti bensì a giga-multinazionali.
Gli individui perdono sempre più i luoghi della politica
e dei rapporti interpersonali, e si difendono tessendo una rete
telematica. Il dominio sui corpi e sulle cose diviene sempre
più completo: e questo dominio implica conflitti, perché
niente si fa dominare senza ribellarsi. La guerra è dunque
inclusa nelle nostre vite, e le malattie causate da questa guerra
sembrano incendi che una medicina "naturale’ non può
curare, ma solo la dinamite. Gli ospedali somigliano a gigantesche
carceri.
Non si tratta di voler a tutti costi dipingere uno scenario
terrificante, è solo la necessità di portare al
punto critico la discussione su ciò che è il conflitto,
politico ed etico, circa il nostro destino in questa società.
Nella società industriale e tecnologica in cui siamo
immersi. Mentre la Serbia viene bombardata, la Coca Cola mette
in onda una sua pubblicità dove tanti omini multicolori
si lanciano da tanti aerei formando una gigantesca bottiglia.
Nel frattempo, noi ci chiediamo che controllo potranno avere
sulla scienza, e su chi la paga, le tante leggi "etiche"
di veto al brevetto sulla vita e agli alimenti transgenici richieste
dai movimenti verdi e dai movimenti rurali. Formazioni marginali
e povere (a parte la Chiesa che ha posto dei veti per salvaguardare
il proprio brevetto di Dio creatore), molte spinte legate tra
loro solo in occasione delle lotte, senza una posizione politica
su tante questioni attraverso le quali chi "domina"
può comunque giocare per far passare la propria volontà.
Pensiamo alla sperimentazione sugli embrioni: dobbiamo scegliere
tra il permesso d’abortire ed il mercato degli embrioni? Pensiamo
alla fame nel mondo, già utilizzata come scusa per dirigere
il mercato agro-industriale del Terzo Mondo da parte dell’occidente
durante la "rivoluzione verde’ degli anni "60, che
ha causato il disastro economico e l’indebitamento di tanti
paesi. Come potranno una miriade di movimenti tanto diversi
tra loro non farsi fregare da una nuova emergenza? Una questione
della quale, come anarchici (e non movimentisti e avanguardisti),
dobbiamo occuparci molto seriamente. Veronelli (A 251) invitava
a prendersi carico del formare un’economia "alternativa"
e rurale, la realtà è che, a parte rare eccezioni,
la cultura del recupero del rurale, delle agricoltura bio-logiche,
della vita eco-logica è esperienza di persone e movimenti
senza un confronto politico tra loro e spesso senza una capacità
di analisi politica che vada oltre il muro dell’orto e le fiere
paesane, od oltre il confine (in questo caso Oltre il giardino)
di costosi spacci più adatti ai tempi ed alla vita di
dirigenti in part time, che a chi compra "quattro salti
in padella". Una economia che piega la politica e le leggi
a suon di migliaia di miliardi può temere di essere ostacolata
da qualche centinaio di milioni sottratti al "Mercato"?
Abusi e
miracoli
Continuando, la frammentazione, il nomadismo, l’intercambiabilità
sono ottimi espedienti per una "guerriglia" agli integralismi
ma anche armi a doppio taglio, e mezzi essenziali per chi gioca
con l’ambiguità, la falsità, la maschera. Così
la Chiesa gioca mutando continuamente da autoritaria e spietata
a pacata e pacifista, così tutti i venditori di miracoli,
non preoccupati che una visione complessiva del loro "muoversi"
li scopra incoerenti e truffaldini. L’attesa dei miracoli è
la "conseguenza" dei nostri abusi, il miracolo vorrebbe
rimediare ai danni causati dalla mano pesante della nostra Ragione
che vuole uniformare il caos : se "il sonno della ragione
genera mostri", è questa Ragione imperialista che
lascia dietro di sé le Apparizioni (e le illusioni più
cocenti), nelle quali la gente vuole credere e vuole sperare
perché l’Ordine non può bastargli. Anche se a
volte l’incoerenza è lampante! Come scrive Flavia Busatta
"...la Madonnina Cyborg di Civitavecchia che è riuscita
a modificare il DNA del suo sangue lacrimato ma non quello del
suo sesso: miracolo della provetta! Mistero della fede!".
Il pollo è nudo
Mentre vendiamo i nostri sogni al
caso, giocando al lotto, esempio di mercificazione a scopo di
lucro dell’immaginario, viaggiamo ben composti nei nostri esoscheletri,
offriamo ai bambini un gelato al Puffo (gelato blu inventato
lo stesso anno del caos di Cernobyl) facendogli mangiare un
esserino: i nostri "buoni sentimenti" somigliano sempre
più nelle loro movenze a quelle dei protagonisti delle
innumerevoli fiction che ci bersagliano da ogni angolo. Le ritualità
predate da antiche civiltà sterminate sembrano essere
l’unico scuotimento possibile, l’unico dolore addomesticato;
piercing, tatuaggi, scarificazione, trapanatura del cranio...
passatempi di esseri civilizzati che vivono una continua anestesia.
In questo momento, mentre per "omeomeria" ci trasformiamo
in quello che mangiamo e assimiliamo, molti sono disposti a
credere che il "pollo quadrupede e senza piume" inventato
di recente produrrà veramente sostanze utili a curare
i nostri gravi mali, come promesso dai brevettatori. Il pollo
è nudo.
Infine, oltretutto, la nostra civiltà è responsabile
della creazione di esseri senza più dignità, perché
fatti solo per essere dominati; la natura infatti, in millenni,
ci ha fatto evolvere sino a far sì che anche le nostre
differenze e disabilità potessero essere capite e liberate:
noi ricambiamo la natura creando esseri senza libertà.
Dada Knorr
1- vedi Internazionale, 18/12/’98, dal
Sunday Times: "Un’èquipe di scienziati dell’Istituto
di studi biologici di Nes Ziona, vicino a Tel Aviv, sarebbe
sulle tracce di marker genetici che si trovano solo in alcune
regioni del Medio Oriente...".
Sebbene anche il comitato internazionale di bioetica si
sia espresso con una Dichiarazione (1997) contraria ad usi "impropri"
della conoscenza del genoma umano, non c’è nessuna garanzia
che questo genere di ricerche non venga finalizzato alla guerra
biologica, e in questo caso, razziale, per cui attraverso la
marcatura del dna sarebbe possibile colpire solo una razza di
umani, in questo caso gli arabi. Oltretutto, anche alcuni scienziati
ecologisti sono affezionati alla eugenetica ed alla sociobiologia.
Flavia Busatta, nel documento Le radici dell’arcobaleno,
ricorda che Ernst Hackel, zoologo tedesco che applicò
il termine "ecologia" nel 1867, fondò la Lega
Monista tedesca e propagandò la superiorità razziale
nordica. Senza parlare delle "razze radice" la cui
teoria è diffusa da Steiner, uno degli autori apprezzati
anche in ambiti politicamente non di destra, ma anche ispirazione
per i vagheggiamenti degli ecologisti neonazisti.
2- I gameti sono le cellule riproduttive maschili
e femminili; dalla loro fusione ha origine lo zigote. Le altre
cellule dell’organismo si chiamano somatiche. Lo zigote ha origine
dopo 24 ore dall’unione sessuale e sviluppa l’embrione. Sino
al 15° giorno il pre-embrione ha cellule "totipotenti",
che possono cioè dividersi in 2 organismi completi. In
Gran Bretagna è stata fatta questa distinzione per stabilire
un periodo in cui è consentita la sperimentazione.
3-Acido Deossiribonucleico. Molecola responsabile
della trasmissione dell’eredità e dell’evoluzione genetica,
a forma di doppia elica. Funziona come un codice, composto da
circa 3 miliardi di "nucleotidi", la cui sequenza
è appunto il "codice genetico". Solo il 4%
del dna è contenuto al di fuori del nucleo della cellula,
cioè nel citoplasma, e quindi sfuggirebbe alla "clonazione".
4- Già nel ‘96 si annunciava che a Tokyo
era stata sviluppata la extrauterine fetal incubation
su feti di capra, incubati con successo per tre settimane con
una placenta artificiale.
5- TRA, Tecniche di riproduzione assistita.
GIFT, trasferimento dei gameti nella tuba e fecondazione in
sede. FIVET, trasferimento di uno o più embrioni, precedentemente
selezionati in vitro. ICSI, introduzine meccanica dello spermatozoo
nell’ovocita.
Per altre informazioni, L’eclissi della madre. Fecondazione
artificiale. Tecniche, fantasie e norme, di Maria Luisa
Boccia e Grazia Zuffa, Pratiche ed., 1998.
6- Per informazioni sul dibattito in Italia
attorno a TRA e bioetica, Tavolo di donne sulla bioetica,
tre volumetti editi da Il paese delle donne lo scorso
anno. http://www.isinet.it: PdD. La sperimentazione sulle donne,
le tecniche TRA pericolose per la loro salute (ad esempio la
iper stimolazione ormonale), il punto di vista di donne-medico,
di lesbiche, di donne impegnate nella politica istituzionale
prima che la legge-truffa sulle TRA venisse discussa in Parlamento.
Nota bene: in Italia su 120 centri per il "trattamento
della sterilità" 85 sono privati, tutti i centri
di inseminazione con seme di donatore sono privati (la circolare
Degan la vietava in strutture pubbliche. Ora la fecondazione
eterologa è vietata dalla legge approvata lo scorso maggio
e i medici che la praticano rischiano il carcere). Nota bene:
il Comitato nazionale di bioetica è composto da personaggi
quali il pres. Fabrizio d’Agostino, che ha firmato nel 1995
la proposta di legge che tutela l’embrione "fin dal concepimento".
7 - Vedi in Aut Aut, n.287-288/1998 gli
articoli di E.Greblo sui confini tra vita e morte e di M. Anne
Warren sulla questione aborto.
8- cyber: cosa si vuol significare con
questo prefisso onnipresente? Veramente la cibernetica è
la scienza che studia la trasmissione degli ordini, cybernetikè
tekne è dal greco l’arte del pilotare.
9- Audre Lorde, Usi dell’erotico, l’erotico
come potere, ed. italiana del Cli, a cura di Rosanna Fiocchetto
e Julienne Travers, 1986. Le interessate possono chiederlo a
Cli, via S. Francesco di Sales 1a, 00165 Roma.
10- M. Horkheimer/T. W. Adorno, Dialettica
dell’illuminismo, 1° ed.1947, ed. italiana Einaudi.
11- La diatriba al Parlamento Europeo circa
l’introduzione di colture e cibi geneticamente manipolati continua:
l’etichettatura dei cibi e l’isolamento delle colture non permettono
in ogni caso di evitare di mangiare cibi con componenti lavorate
ma in origine provenienti da materiale manipolato geneticamente.
Ed anche gli appezzamenti agricoli con piante mutate, ma in
grado di impollinarsi, cambieranno per sempre il risultato dei
nostri sforzi di conservare piante non mutate! Addio agricoltura
biologica!
12- dal 1994 in Usa sono permesse le sperimentazioni
su embrioni.
13- da The Wall Street Journal, trad.
in Internazionale 23/10/98: "Il gruppo svizzero Novartis
ha cominciato a testare il diazinone, usato contro gli scarafaggi
e gli insetti che si nutrono di foglie - su 60 persone."
Novartis offre 1500 dollari per 17 giorni di test, di cui 7
notti in ospedale.
14- v. Paolo Flores d’Arcais, "Aut fides
aut ratio" sull’ultima enciclica papale, in Micromega
5/98, citando Freud scrive: "la logica del desiderio è
invece la logica dell’illusione, perché caratteristico
dell’illusione è il suo derivare dai desideri umani".
Gli utopisti sono del tutto d’accordo con questa affermazione?
15- Flavia Busatta. Il gene dell’immortalità.
Dai mercanti dello spazio alle biotecnologie. Calusca edizioni,
1995.
16- A chi volesse tentare coi numeri, faccio
presente che l’anarchia fa 81, mentre il comunismo fa 90. Nel
singolare gioco d’insiemistica della Smorfia, 81 è anche
sognare di "accarezzare i gatti", la "pavonessa"
ed i "fiori", mentre 90 è la "paura",
o... l’"anguilla salata"!
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Abc dna
DNA: il dna detto "ricombinante" (USA
1975) o "plasmide ibrido", che permette la fusione
di cellule animali e vegetali e la modifica del codice
genetico. Si inserisce in "vettori" quali batteri
e lieviti con tecniche in vitro.
Nel 1985 c’erano già negli USA 125 società
che si occupavano di bio-ingegneria. Per il 2000 è
previsto un calo nel numero di queste aziende, soggette
a spietata concorrenza, spesso oggetto di fusioni, e caratterizzate
per i grossi capitali ed il basso numero di dipendenti.
es. la Cetus, con un capitale di 120 milioni di dollari
e...45 dipendenti.
Biodiversità: la biodiversità, cioè
la presenza in natura di infinite varietà vegetali
ed animali, è stata minacciata da tanti interventi
"tecnologici" degli esseri umani, volti ad assicurarsi,
ad esempio, maggior e miglior cibo, "addomesticando"
specie selvatiche. Questo processo, guidato dall’avidità,
è via via degenerato sino a provocare la scomparsa
e/o il totale asservimento di varietà naturali.
Negli anni ‘60, con la rivoluzione verde, le 5 sorelle
mondiali dell’agricoltura (multinazionali come le "7
sorelle" del petrolio), diffondendo le loro sementi
"ibride" ed i loro pesticidi, necessari perché
queste colture resistessero ai parassiti, promettevano
la fine della fame nel mondo causando invece la rovina
di molti paesi del terzo mondo.
Kew Gardens: i paesi colonialisti hanno sempre
predato piante in ogni parte del mondo, utilizzandole
poi per la ricerca di nuovi ibridi e varietà (cultivar).
Es: si dice che la società United Brands conservi
in proprio i 3/4 di tutte le specie di banano. Nel 1961
vennero riconosciuti i diritti dei "creatori di piante",
per cui chi brevetta una varietà ha diritto a commercializzarla
e a riscuotere. Ciò significa non solo che gli
agricoltori che acquistano semi manipolati dovranno ricomprarli
tutti gli anni (unitamente ai prodotti per trattarli)
se questi sono manipolati per dare piante sterili,...
ma che È probabile che stiano comprando roba rubatagli
qualche tempo prima e poi opportunamente "truccata"!
Brevetti: all’ufficio brevetti della Cee sono
in lista d’attesa 350 brevetti su animali e 750 su piante.
Soia e cotone brevettati da Agracetus e Grace arrivano
anche in Europa. La Monsanto esporta in tutto il mondo
la sua soia geneticamente modificata (e la soia è
contenuta nel 60% degli alimenti industriali). La tecnica
che attiva e disattiva i processi riproduttivi di una
pianta è brevettata dalla Usda (ente per l’agricoltura
Usa) e dalla Pine Land. Anche i brevetti sui derivati
di una pianta sono stati al centro di aspre battaglie
tra popolazione e multinazionali (per ora perse!), come
per l’albero indiano del Neem.
Flavr Savr: il famoso pomodoro della Calgene,
contestato anche negli Usa perché la sua declamata
decomposizione ritardata sembra interessi... solo la buccia.
Intanto, se nel campo dei commestibili vi sono esempi,
come questo, di evidenti "toppate", la bio-tecnologia
si fa pubblicità con la bio-remediation, cioè
con l’invenzione di piante in grado di succhiare via l’inquinamento,
ad esempio la radioattività, dalla terra su cui
vengono impiantate.
Virus: ma il pericolo è insidioso. Geni
virali ed antivirali da piante ed animali geneticamente
manipolati possono combinarsi dando luogo a pericolosi
e incurabili cocktails. Alimenti con componenti manipolate
possono dar luogo a improvvise allergie (vedi la famosa
soia-noce della Pioneer Hi-Breeeds). I virus possono emigrare
agli umani con l’alimentazione (come successo con tanti
virus, dalla peste alla encefalopatia delle ‘mucche pazze’
alimentate con farine di ossa animali), ma anche con mezzi
più subdoli (sangue, aria).
Xenotrapianti: la sperimentazione, già
molto avanzata, volta a creare tessuti ed organi da animali
onde impiantarli negli umani dà certo questo tipo
di rischio, oltre ad evidenziare in maniera tragica lo
sfruttamento ‘bestiale’ che la razza umana fa degli altri
animali.
Oncomouse: ad esempio, esiste già un brevetto
(Harvard 1985), ancora rifiutato in Europa, per un topo
che sviluppa da sé il suo tumore da laboratorio.
La Sandoz sta lavorando sui conigli. Dagli anni ‘80, negli
Usa sono stati brevettati circa 80 animali transgenici,
"chimere" atte ad essere sfruttate o dalla ricerca
scientifica o dall’industria alimentare. Negli Stati Uniti
anche pezzi di persone possono essere brevettati (con
grandi polemiche): John Moore, paziente di una clinica
Usa, ha fatto ricorso perché una linea cellulare
della sua milza era stata brevettata a sua insaputa. Ricorso
respinto. Varie popolazioni, in attesa di cambiamenti
legali, stanno chiedendo di brevettare il proprio dna
per... scavalcare le multinazionali. Per la ricerca e
la caccia al brevetto su umani (a scopo di vaccini e farmaci
di ogni tipo), sono sguinzagliate nel mondo decine di
ricercatori.
Mercato: oltre alla agricoltura, il mercato della
chimica e della farmacia offre grossi introiti alle società
di bioingegneria. Il solo mercato mondiale degli enzimi
manipolati (presenti nei detersivi come nelle birre e
nei formaggi) di aggira sui 700 milioni di dollari, di
cui la metà va agli Usa. Il mercato dei vaccini
è in forte aumento. Quello farmaceutico anche,
con la ricerca che vede anch’essa una grossa presenza
privata e quindi enormi rischi di manipolazione dei test
e dei controlli sui farmaci.
Un grazie a Flavia Busatta che ha presentato il suo libro
Il gene dell’immortalità a Fano, invitata
da Alternativa Libertaria.
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