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Più ci allontaniamo da quell'11
gennaio 1999, più Fabrizio ci manca.
La notizia della sua morte giunse nella redazione della rivista
mensile anarchica "A" mentre il numero 251 ("febbraio
1999") era in chiusura. Si fece in tempo solo ad aggiungere,
in coda all'editoriale, la seguente breve nota:
Al momento di "chiudere" questo numero della rivista,
apprendiamo della morte di Fabrizio De André, un amico
di lunga data, un anarchico "sui generis" (ma chi
non lo è, tra gli anarchici?), un compagno di strada
del nostro movimento e della nostra rivista - che ha avuto in
lui un sostenitore non solo economico. Personalmente ci frequentavamo
da quasi un quarto di secolo, la nostra é stata un'amicizia
di quelle che puoi stare per anni senza sentirti, ma quando
ci si ritrova... Addio Fabrizio: non ci saranno più né
discussioni né cantate in trattoria. E un abbraccio a
Dori, a Cristiano, a Luvi.
Per il numero successivo, invece, realizzammo un dossier, basato
su alcune testimonianze e la riproposizione di un'intervista
poco conosciuta risalente al 1993. Il tutto illustrato da foto
inedite, forniteci da Reinhold "Denny" Kohl, un compagno
che per molti anni era stato "il" fotografo di Fabrizio,
oltre che un suo grande amico.
Quel numero di "A" è andato esaurito in quattro
e quattr'otto. Alle molte richieste che abbiamo continuato a
ricevere nei mesi successivi - da parte di anarchici, negozianti,
distributori, deandresofili, ecc. - abbiamo dovuto sempre rispondere
picche.
Abbiamo ora deciso di riproporre quel dossier, limitandoci ad
arricchirlo con altre immagini e due nuovi contributi. E per
titolo abbiamo scelto un verso della canzone Se ti tagliassero
a pezzetti ("L'indiano", 1991): la versione ufficiale,
in effetti, recita "Signora libertà, signorina fantasia",
ma Fabrizio a volte, nei concerti, la modificava così.
E noi, i suoi compagni anarchici, come lui poco ligi all'ufficialità,
vogliamo ricordare così il nostro Fabrizio - l'altro
Fabrizio.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Fabrizio De André
(da Canzone del Maggio,
in "Storia di un impiegato", 1973)
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