Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 19/08/2022 - 17:35

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SOLDATI Paolo

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1953-2014

Venerdì 17 gennaio ci ha lasciati a sessant’anni il compagno di sogni, di lotte e di bevute Paolo Soldati. Originario del Mendrisiotto è stato una delle figure di spicco dell’anarchismo ticinese a partire dagli anni 1970.

Di formazione era tecnico di radiologia medica, ma è stato anche operaio di fabbrica, cameriere, selvicoltore, agricoltore, educatore, falciatore e quant’altro. Presente fin dagli inizi nell’Organizzazione anarchica ticinese, diede vita assieme a Marina Risaio e altri al mensile “Azione Diretta” che durerà fino al 1986. La rivista, che trattava temi come le lotte operaie, l’autogestione, l’antimilitarismo, l’ecologia, la lotta antinucleare e le battaglie per i centri sociali autogestiti, veniva ampiamente diffusa ai cancelli delle fabbriche; in qualche caso divenne portavoce diretto delle rivendicazioni dei lavoratori. L’attenzione anticipatoria per i temi legati alla salute come gli additivi alimentari, l’amianto, le sostanze tossiche usate sui luoghi di lavoro era spesso accompagnata da interventi diretti sul territorio con azioni di sensibilizzazione e denuncia.
Paolo fu tra gli organizzatori, nel 1977, della marcia contro le centrali nucleari e la repressione. L’antimilitarismo propagandato dalla rivista era vissuto da tutti i partecipanti al collettivo redazionale in prima persona e comportò per Paolo una condanna al carcere per obiezione di coscienza. Egli fu anche tra i promotori della Lega per il Disarmo Unilaterale della Svizzera che spianò la strada al Gruppo per una Svizzera senza esercito. Battersi per le compagne e i compagni perseguitati dallo Stato era per Paolo un fatto ovvio. Per Salvador Puig Antich, Giovanni Marini, Petra Krause, Giorgio Bellini, Marco Camenisch, Monica Giorgi organizzò e partecipò a clamorose iniziative, tra cui varie occupazioni di rappresentanze diplomatiche. Lavorò intensamente per la denuncia delle istituzioni totali nel quadro di Croce Nera Anarchica.
Alla fine degli anni Settanta, Paolo e altri anarchici aderirono con entusiasmo al progetto dell’Associazione Cultura Popolare di Balerna che prevedeva l’apertura di un centro autogestito con un ristorante, una libreria e un negozio. Nel 1980 iniziò a lavorare al ristorante naturista-macrobiotico La Meridiana, ma dopo qualche tempo venne impressa alla gestione una svolta gerarchica che portò all’estromissione degli anarchici.
Subito dopo, Paolo partecipa con alcune compagne e compagni alla nascita e alla gestione del Centro giovanile di Lugano. La creazione di un cooperativa di pulizie permise di riprendere l’esperienza dell’autogestione, ma insormontabili problemi di logistica portarono alla sua chiusura nonostante il buon successo dell’impresa.
Sono questi anche gli anni di una politica d’intolleranza della Svizzera nei confronti dei richiedenti l’asilo e dei migranti. Paolo si attiva in prima persona in frontiera, “alla ramina”, assicurando a molte famiglie il diritto, proclamato dallo Stato ma loro negato, alla libera circolazione. Sono gli anni di un’attività spesso silenziosa e notturna, nell’ambito dell’Ufficio Accoglienza Profughi a Chiasso. Nel frattempo, come redattore di Azione Diretta, intreccia una fitta rete di contatti con il movimento anarchico in tutto il modo.

Nei primi anni Novanta, emigra in Francia dove con la sua compagna Milena e i figli Emma e Emiliano dà vita alla “Ferme aux Animaux”, luogo di accoglienza temporanea per ragazzi con difficoltà sociali, conservatorio di animali in via d’estinzione e fattoria pedagogica per veicolare l’importanza della biodiversità. Successivamente, la fattoria viene trasformata in un centro di accoglienza per bambini e adolescenti in situazioni socialmente problematiche facente parte del movimento delle società cooperative partecipative nate durante la Comune di Parigi.

In Francia Paolo e Milena acquisiscono un’ampia competenza in materia di organismi geneticamente manipolati (come li chiamava polemicamente Paolo). Paolo è nominato segretario provinciale della combattiva Confédération Paysanne e si attiva come falciatore volontario nella tutela delle risorse agricole dall’inquinamento da OGM. Su questo tema redige un articolato dossier per la Rivista Anarchica.

Tornerà ad abbracciare i compagni in Svizzera per l’ultima volta in occasione dell’Incontro internazionale di St. Imier nel 2012.

Nel 2013, Voce Libertaria pubblica una sua intervista che termina così: «Noi pensiamo che il movimento anarchico ha avuto, ed ha ancora oggi, dei grandi teorici. Abbiamo la teoria ma abbiamo anche le pratiche per cambiare questa società. Tutto è già stato pensato e ripensato, fatto e rifatto. Quello che dobbiamo fare è mettere in atto le pratiche, mostrare concretamente che si può vivere meglio oggi e qui. I comunisti aspettano il Sol dell’avvenire, noi dobbiamo agire oggi, ovunque si possa, per modificare anche di poco la nostra realtà.. Un saluto a tutti i vecchi compagni e ai giovani, in particolare a Luca Rockabilly con il quale alcuni di noi… giocavano 25 anni or sono...».

Un saluto a te, Paolo. Ci ha lasciato una bella persona.
 


FONTI:


GB // scheda Gli anarchici in Ticino, Voce Libertaria, marzo 2014




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