Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 10/08/2022 - 18:34

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SELLA Domenico Colombo

merciaio



Pettinengo (VC) 31.3. 1867 da Maurizio e Teresa Vaglio -

Emigra a Lugano TI, segnalato come anarchico dal 1908-1941 nel Casell.pol.centrale di Roma e iscritto alla Rubrica di frontiera.

Il 12 aprile 1908 la Prefettura di No­vara comunicò alla Direzione generale della Pubblica sicurezza che la Sotto­prefettura di Biella gli aveva rilasciato il nulla osta per il passaporto, precisando che mancava dal paese natale da circa dieci anni; che risiedeva a Coldrerio (Ti­cino), con moglie e due figlie minoren­ni; che professava idee socialiste; che nel 1908 era stato sospettato di «discorsi apologetici dell’assassinio di Carnot» sul treno Bra­-Torino ma che, successi­vamente rintracciato a Pinerolo (To), aveva dato «spiegazioni tali da togliere al discorso attribuitogli ogni carattere criminoso». Fu schedato come anarchico nel novero dei sovversivi.
Il console di Lugano il 1 maggio infor­mò che gestiva uno spaccio di vino e di stoffe; che nel mese di dicembre dell’an­no precedente era fallito e aveva quindi molti debiti; che non si era mai occupato di politica. Il 2 giugno 1932 il prefetto di Vercelli comunicò che risiedeva a Stabio (Ticino) e che rientrava in Italia per pochissimi giorni ogni cinque o sei anni per rivedere i parenti e che, seppure in queste occa­sioni non avesse mai dato luogo a rilievi di sorta con la sua condotta politica, aveva ritenuto opportuno segnalarlo per ’iscrizione nella “Rubrica di frontiera” per perquisizione e vigilanza. L’11 luglio il console di Lugano informò il Ministero degli Affari esteri che viveva ancora a Stabio, con la moglie, Anna Orione, sua compaesana, e la figlia Vittoria, nata a Coldrerio nel 1899, eser­citando il mestiere di merciaio, e precisò che non vi era nulla di sospetto sulla sua attività politica che, data l’età, non pote­va «certo essere notevole».
Il 16 febbraio 1934 il prefetto comuni­cò che due giorni prima aveva attraversato il confine, per recarsi a Clivio (Va), dove si era trattenuto nel pomeriggio,«opportunamente vigilato» e che le perquisizioni avevano dato esito negativo. Una settimana dopo comunicò che il giorno precedente si era recato a Ponte Chiasso (Como), trattenendosi per pochi minuti, e che la perquisizione, «apparen­temente doganale», era stata negativa.
Il 31 marzo il console di Lugano con­fermò che non svolgeva alcuna attività politica e che nulla di nuovo era emerso a suo carico.
Il 5 ottobre 1936 la Prefettura informò che quattro giorni prima si era nuo­vamente recato a Ponte Chiasso, dovesi era trattenuto «brevemente», e che le perquisizioni avevano dato esito negati­vo. Il 5 luglio 1938 comunicò che, «da accertamenti fatti eseguire in sede di
revisione del locale casellario politico [era] risultato che [...] si trovava ancora a Lugano». L’agente consolare di Chias­so (Ticino) informò che nulla di sfavo­revole constava per il momento nei suoi confronti.
Il 17 gennaio 1940 il Consolato di Lugano informò la Direzione generale della Ps che aveva richiesto il visto sulla tessera di frontiera e richiese autorizzazione ministeriale in tal senso, poiché non aveva «mai dato luogo a nessuna se­gnalazione di attività politica e fiscale» e non era ritenuto «capace di commettere azioni di tal genere».

Il 29 il Ministero dispose che fosse depennato dalla “Ru­brica di frontiera”. Il 6 giugno 1941 il prefetto comunicò che risultava risiedere ancora in Svizze­ra, «probabilmente a Lugano, a recapito imprecisato»


FONTI:

GB / scheda CPC Roma segnalata da Piero Ambrosio 14.1.2022 /




CRONOLOGIA: