Cantiere biografico
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ultimo aggiornamento: 10/08/2022 - 18:34

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SCHWERZMANN Wilhelm

Scultore




Risultati immagini per wilhelm schwerzmann                      Effigie di Gustav Landauer

 

Zugo ZG 22.6.1877 - Orselina TI 7.6.1966

 

Wilhelm Schwerzmann: una vita e un'opera improntate al libero pensiero

È uno scultore prolifico che, in data non precisabile, è anche autore di un ritratto dell'anarchico Gustav Landauer*: un’opera che, per volontà degli eredi, è stata ora donata al Circolo Carlo Vanza di Bellinzona.

Nel 2014 a Schwerzmann si era dedicata una mostra retrospettiva al Centro culturale e museo Elisarion di Minusio, e questa era stata l’occasione per riscoprire un artista che a Minusio aveva vissuto e lavorato per decenni: una presenza discreta, che pure ha marcato il territorio di Minusio, lasciandovi opere importanti, come le fontane dell’ ”Asinello” o del “Pescatore”, il bel portone ligneo delle Scuole comunali, e lo stemma del Comune di Minusio con il leone rampante e la spada. Opere note a molti ma delle quali resta sconosciuto l’autore, come spesso accade a queste personalità artistiche cosiddette minori.

Si tratta quindi un artista che con il suo lavoro ha segnato il territorio, per quanto di origine confederata: Schwerzmann infatti è originario di Zugo e il padre era calzolaio nell’Entlebuch, dove Schwerzmann cresce in condizioni di gravi ristrettezze economiche. La famiglia è cattolica ed egli frequenta quindi le scuole condotte dai religiosi, ma portato come era fin da bambino per la libera creatività, non si adatta alle rigide regole dei suoi insegnanti e ben presto sviluppa un’aperta antipatia per il clero in genere, che lo accompagnerà per tutta la vita. Le doti artistiche del giovane vengono tuttavia riconosciute e Schwerzmann ha modo di svolgere un apprendistato artistico a Lucerna; poi, a partire dal 1892, frequenta la Kunstgewerbeschule, prima a Lucerna e poi a Basilea. Nel 1894, tuttavia, gli studi sono già interrotti, perché Schwerzmann viene espulso per aver protestato presso la direzione per i metodi di insegnamento – e qui si ha già un’idea della personalità dell’artista, perché l’episodio, di per sé minimo, mostra che lo scultore sin da giovane non esitava a ergersi in favore di ciò che riteneva più giusto, anche opponendosi ai superiori e pagando di prima persona il prezzo del suo atteggiamento. Questo tratto definisce in realtà l’intero cammino e la personalità di Schwerzmann, improntati al libero pensiero, all’autonomia di scelta e all’avversione per le autorità (che si tratti delle autorità accademiche, di politici, di tiranni o del clero).

In seguito Schwerzmann si trasferisce a Monaco, dove frequenta l’Accademia delle belle arti, e termina poi di formarsi a Zollikon. Attorno al 1909 si stabilisce a Zurigo e vi apre un proprio atelier e negozio, con immediato successo: in quegli anni, Zurigo è una città in espansione e vengono eretti palazzi e sedi importanti che richiedono lavori di decorazione scultorea, ai quali partecipa anche Schwerzmann con varie realizzazioni sulle facciate degli edifici (per es. la Grieder Haus).

Tuttavia il duro lavoro al quale lo scultore si sottopone per anni finisce per portarlo sull’orlo del tracollo e gli causa anche una malattia polmonare: per ristabilirsi Schwerzmann decide di soggiornare a sud delle Alpi. Il domicilio prescelto è Minusio, dove Schwerzmann s’installa insieme alla famiglia: un soggiorno che si rivela poi permanente, perché Schwerzmann finisce per liquidare casa e negozio di Zurigo e dal 1915 si stabilisce definitivamente a Minusio. Qui Schwerzmann vivrà fino alla fine dei suoi giorni, lavorando con regolarità in Ticino ma soprattutto in Svizzera interna, dove è molto noto per le fontane che realizza, in particolare a Davos, dove lo scultore è particolarmente attivo (per es. la “Bubenbrunnen”, la “Skisturzbrunnen” e la fontana davanti al Kurhaus). Altri elementi caratteristici della sua produzione sono le figure di animali, che lo scultore studia e rappresenta con evidente affettuosa partecipazione: pecore, capre, galline, asini, orsi, stambecchi, e decine di altri animali popolano la sua opera, dalla quale emerge una profonda unione con il mondo naturale. Una vasta produzione, che si distingue sia per la varietà delle tematiche sia per la molteplicità degli stili utilizzati: così, opere di lucido realismo, come l’asinello smagrito dalla fatica quotidiana e gli uomini chini sotto il peso dei sacchi di farina (che Schwerzmann ha visto e studiato a Minusio, dove c’era appunto un mulino – e qui si palesa la sua attenzione per la condizione umana), fanno da contrappunto alle forme idealizzate dei nudi femminili e ai volti dei familiari (la nonna, il padre, il figlio “Gulli”). E a questi lavori rispondono opere sofferte e di accusa, che mettono in scena soldati storpiati, teschi e scheletri inneggianti all’atomica, e altre bestiali allegorie che Schwerzmann – profondamente pacifista - scaglia contro la guerra e i dittatori.

Per chiarire ulteriormente la personalità dell’artista e venire anche al ritratto di Landauer, vale la pena tornare al trasferimento di Schwerzmann e riflettere sulla destinazione da lui prescelta: al momento in cui apprende di soffrire di una malattia polmonare, per curarsi Schwerzmann sceglie di trasferirsi nel Locarnese. Ora, il clima mite del posto era da tempo noto oltre Gottardo, ma certamente ancora più noto era il sanatorio che qui albergava, ossia quella Colonia che dall’inizio del 1900 aveva sede sul Monte Verità ad Ascona, attirando sul posto decine e decine di personalità tra le più significative. Erano infatti numerosissimi gli artisti e intellettuali che agli inizi del novecento soggiornavano sulla collina asconese, e tra questi anche personalità di tendenza socialista e anarchica, ad esempio Erich Mühsam*, che nel 1904 arriva a Monte Verità e vi segue un regime vegetariano e naturista, lavorando intensamente, tanto da iniziare a scrivere un opuscolo su Ascona e progettare persino di acquistare un pezzo di terreno sul lago. Come noto, questo entusiasmo scema rapidamente e già l’anno seguente Mühsam scrive che Ascona non è luogo adatto perché “l’individualismo e il provincialismo degli abitanti non costituivano davvero una buona premessa per le esigenze poste dal cooperativismo”; quello stesso anno, nel 1905, Mühsam abbandona quindi Ascona. Lo stesso Gustav Landauer soggiorna a Monte Verità nel 1908, come pure Margarethe Faas Hardegger*, che nel 1907 è al Monte Verità per riprendersi dalle fatiche del lavoro, in stretto contatto con Raphael Friedeberg, che a sua volta frequentava la colonia, sin dal 1904. Teniamo presente la persona di Margarethe Hardegger, perché è uno dei contatti certi che Schwerzmann coltiva in Ticino.

La Colonia di Monte Verità a inizio secolo gode quindi di una vasta fama internazionale: diamo quindi per scontato che Schwerzmann è giunto nella zona con esatta conoscenza dei luoghi, delle condizioni e soprattutto dell’ambiente culturale che andava a trovarvi. Abbiamo quindi un ennesimo caso di quello che ho già definito “l’irraggiamento del Monte Verità”: la colonia e la sua fama attirano per anni nella regione decine e decine di personalità con precisi ideali e una specifica cultura. Il profilo dello stesso Schwerzmann – artista, libertario, pacifista, praticamente vegetariano, in profonda unione con il mondo animale e la natura – si allinea perfettamente con quello dei frequentatori del Monte Verità.

Per tutta la vita Schwerzmann resterà interamente fedele a questa sua natura, che coltiva nell’intimità della sua casa a Minusio, a fianco di una stretta cerchia di amicizie. Tra queste vi era in particolare Margarethe Faas-Hardegger*, anche lei residente a Minusio, dove nel 1919 aveva creato nel “Villino Graziella” una colonia secondo gli ideali del Sozialistischer Bund. Mentre si stava lavorando alla creazione della colonia, era giunta in Ticino la notizia della morte di Landauer, al quale Hardegger era intimamente legata: fedele al suo ricordo, la Hardegger decise di proseguire nella sua opera e di creare una colonia “nello spirito di Landauer”. Gli stretti rapporti tra Hardegger e Landauer, e il ricordo di quest’ultimo che viene coltivato a Minusio, sono senz’altro dei nessi che ci consentono di capire perché Schwerzmann avesse ritratto Landauer: lo scultore non solo condivideva alcuni principi di Landauer, primo tra tutti il pacifismo, ma frequentava anche regolarmente Margarethe Hardegger. In questo senso è interessante segnalare anche un grande ritratto in gesso che gli eredi considerano un autoritratto dell’artista, ma che pare invece più corretto considerare un altro ritratto di Gustav Landauer: questo era stato posto dall’artista all’entrata del suo atelier di Minusio e accoglieva, significativamente, ogni suo visitatore.

Margarethe Hardegger non abbandonerà più Minusio, anche dopo il fallimento della sua colonia, vivendovi per tutta la vita insieme al compagno Hans Brunner, mantenendosi fedele ai suoi principi. Da parte sua, anche Schwerzmann rimarrà sempre un uomo libertario e avverso alle autorità, fedele ai suoi valori e alle sue idee, oltre che alla sua natura più intima. Profondamente pacifista, lo scultore si opporrà costantemente e con forza ai soprusi, agli strapoteri e alla guerra: “...lotta per la giustizia e la libertà” si legge su una tavola da lui scolpita nel 1942, una delle tante, forti opere che esprimono le convinzioni di una vita improntata al libero pensiero.

di Veronica Provenzale

Nota GB: Alcune opere in legno dell'artista, da lui disegnate, sono poi state scolpite da Hans Brunner, falegname, compagno e poi marito di M. Hardegger.
Dal comune di Minusio gli è stato infine dedicato un luogo preciso: Parco botanico e artistico Schwerzmann, Via Mondacce (luogo in cui - e da anni - annualmente viene svolto "l'Anarcopranzo" del Circolo Carlo Vanza).


FONTI:

GB / Scheda di Veronica Provenzale, presentata al Circolo Carlo Vanza di Bellinzona il 18.2.2017, poi pubblicata su Voce libertaria No 37, aprile-giugno 2017 /// "Wilhelm Schwerzmann, 1866-1966", di Marco Gurtner (acd), testi di Claudio Guarda e Veronica Provenzale, Elisarion 2014 - con illustrazioni / Inaugurazione esposizione di sue opere al Parco Rea di Minusio il 29.4.2017 /




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