Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 10/08/2022 - 18:34

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FIERAMONTE Dario (FIERAMONTI Dario)

Vetraio, elettricista, garzone, piazzista



Elektriker, Glaser



fieramonte

San Giovanni Lupatoto (VR) 16.10.1893 da Luigi e Guerrina Lanzetti - Milano 1971.
Sposato con Ambrogina Forti. Figlio Falk.

Con la famiglia si trasferisce a Milano. Condannato nel 1911 per oltraggio e violenza agli agenti. Emigra per la prima volta in Svizzera nel 1912, ma nel 1913 è nuovamente a Milano. Nel maggio 1913 venne fermato nel corso dello sciopero dei metallurgici a Milano, sciopero indetto dall'Unione sindacale italiana (USI - sindacalista rivoluzionaria). Chiamato sotto le armi nel settembre 1913 non volle pronunciare il giuramento di rito e pertanto deferito alla commissione di disciplina. Riformato nel 1914 dall'esercito, ritorna a Milano per trasferirsi a Casale Monferrato, lavorando come elettricista. Poi a Milano partecipa alle manifestazioni contro l'intervento italiano e viene ferito durante le "radiose giornate".

Avrebbe dovuto presentarsi alla visita di controllo nel 1915, ma ripara in Svizzera nel mese di ottobre, dapprima nelle vetrerie di Saint-Prex /VD, poi a Ginevra /GE dove partecipa al gruppo del Risveglio. Nel settembre 1916 viene arrestato con Enrico Arrigoni, E. Leonardi, Federico Giordano Ustori per le manifestazioni della domenica rossa a Plainpalais e con decreto di espulsione dal Cantone di Ginevra del 12 settembre 1916. Comunque rimane in carcere, ma su pressioni del movimento anarchico ed operaio verranno scarcerati da Wtizwil nel mese di novembre o dicembre (alcuni trovano lavoro a La Chaux-de-Fonds /NE).
È in stretto contatto con l'anarchico Ugo Fedeli ed altri compagni di Zurigo.

Nel 1918 l'ambasciata italiana a Parigi lo segnala in Germania insieme a Enrico Arrigoni e Federico Giordano Ustori. L'11.1.1919 è arrestato a Berlino nella redazione del giornale Vorwärts con gli anarchici Oreste Abbate, L. Zingg, ed i socialisti Accomasso, Balduini, Misiano, dove risultavano arruolati tra gli spartachisti, assegnati alla difesa del giornale socialista.
Non appena scarcerato, nel marzo 1919 si sposta a Budapest - collabora al Risveglio con un articolo in favore di una dittatura provvisoira del proletariato (31.5.1919) - dove pubblica un settimanale titolato La Gazzetta rossa con il sottotiolo "organo ufficiale del partito comunista italiano" (21.6.1919 - due anni prima della fondazione del Partito comunista italiano! - periodico di 7 numeri); dopo 4 mesi, quando la repubblica comunista ungherese venne repressa, ritorna in Italia.

Nel frattempo, il 12/13 giugno 1919, viene processato a Zurigo in contumacia per l'affare delle bombe di Zurigo, ed assolto.

Ritornato in Italia in settembre, tra il 1919 e il 1921 si sposta a più riprese, sempre lavorando come vetraio a Milano, Pescia e S. Giovanni Lupatoto. A Pescia guida la manifestazione di protesta per l'eccidio di Decima Persiceto (aprile 1920), mentre a Verona svolge funzioni di propagandista per la Camera del lavoro di Lupatoto..
Per sfuggire ai fascisti che lo volevano eliminare è Francia dal 1922 al 1925.

Nel 1925 è garzone a Livorno, vetraio a Incisa Bello tra il 1926 e il 1930, poi a Milano come piazzista, sempre considerato "anarchico pericolosissimo" che comunque non "dà luogo a rilievi", nonostante un arresto a Roma nel 1934 (con gli anarchici Ugo Fedeli, Tarcisio Robbiati) per l'arrivo di Mussolini a Milano, e in detenzione per un mese.

Dopo lo scoppio della II guerra, il 12 giugno 1940 viene arrestato e tradotto al campo di concentramento di Colfiorito (dove ritroverà gli anarchici Ugo Fedeli, Vito Bellaveduta, Tarcisio Robbiati e comunisti come Lelio Basso, ecc.). Il 12 gennaio 1941 trasferito nel campo abruzzese di Istonio e poi nel dicembre 1941 alla colonia di Pisticci. Nell'agosto 1943 gli antifascisti lasciano i campi di concentramento e ritornano in libertà...

"Grazie al figlio Falk, Fieramonte si avvicinò nel dopoguerra al Partito comunista".
Funerale laico con bandiere rosse.


Dario Fieramonte (*16. Oktober 1893 in San Giovanni Lupatoto; † 1971 in Mailand), Elektriker, Glaser. 1911 erste Verurteilung wegen „Beamtenbeleidigung“ in Mailand. 1913 aktives Mitglied der erst im Vorjahr entstandenen Unione Sindacale und Verhaftung während eines Kraftfahrerstreiks. Wegen seiner Weigerung, vorschriftsmäßig das Gelöbnis auf König und Vaterland zu leisten, wird F. im selben Jahr in eine Strafkompanie bei Rimini versetzt und im Oktober 1914 als dienstuntauglich entlassen. Im August 1915 trägt er während der Mailänder Demonstrationen gegen den Kriegseintritt Italiens eine Schußverletzung davon. Nach seiner Emigration in die Schweiz gilt F. dem italienischen Staat als Wehrdienstverweigerer. Seine erste Station ist Saint-Prex bei Lausanne, später betätigt er sich in Genf in der Gruppe um die anarchistische Zeitschrift „Il Risveglio/Le Réveil“. Am „Roten Sonntag“, dem 3. September 1916, bei einer Friedenskundgebung in der Genfer Gemeinde Plainpalais festgenommen, wird er bis November 1916 mit Arrigoni , Giordano und Leonardi in der Anstalt Witzwil interniert. 1918 ist er mit Abbate, Accomasso, Arrigoni, Balduini, Misiano und Zingg am Berliner „Spartakusaufstand“ beteiligt. Im März 1919 hält er sich, während Gerüchte über seinen Tod nach Italien gelangen, in Budapest auf. Er gibt dort ein Wochenblatt heraus, „La Gazzetta rossa“, von der sieben Nummern erscheinen. Nach dem Fiasko der ungarischen Räterepublik kehrt F. über Innsbruck, wo er im August kurzzeitig festgenommen wird, nach Italien zurück und arbeitet in einer Glaserei in Pescia bei Lucca, wo er im April 1920 einen Proteststreik gegen das von den Karabinieri bei einer syndikalistischen Kundgebung in Decima di Persiceto an den Landarbeitern verübte Massaker organisiert und hierauf erneut festgenommen wird. 1920 wird er zum Propagandasekretär der Arbeitskammer in Lupatoto ernannt; 1921 erfolgt seine Rückkehr nach Mailand. Von 1922 bis 1925 flieht er vor den Faschisten, die ihn mehrmals zu ermorden drohen, ins Exil nach Frankreich. 1925 ist er als Kellner in Livorno, 1926 wird er von der Polizei „als gefährlicher Anarchist“ eingeschätzt, 1927 arbeitet er als Glaser in Incisa Bello, 1933 kehrt er erneut nach Mailand zurück. 1934, nach einer anderen Angabe 1935, wird er von der faschistischen Geheimpolizei vorübergehend verhaftet und nach Rom überführt, infolgedessen verliert er seine Arbeit; die Polizei hält ihn weiterhin für fähig, „Terrorakte zu verüben“. Am 12. Juni 1940 wird er verhaftet und im Konzentrationslager Colfiorito bei Perugia interniert, im Januar 1941 ins Abruzzen-Lager Istonio verlegt und im Dezember in die auch mit Zeugen Jehovas beschickte, in der Provinz Matera gelegene Strafkolonie Pisticci, woselbst er im August 1943 von Antifaschisten befreit wird. Nach 1945 nähert sich F. dem PCI an. 1971 wird sein Leichnam in einer nichtreligiösen Feier mit roten Fahnen in Mailand bestattet.


FONTI:

GB // DBAI / Police judiciare Genève 1915 / Risv. 23.9. - 16.12.1916 per la scarcerazione da Witzwil // Decreto d'accusa del 19.3.1919 (bombe di Zurigo) con il nominativo di FIERAMONTI - Processo dell'11-13.giugno 1919 / Risv. 8.2.1919 per l'arresto a Berlino / Olga Lucchi, "Dall'internamento alla libertà. Il campo di concentramento di Colfiorito", Editoriale Umbra, Perugia 2004 - in rete + foto / info e scheda in tedesco a cura di Egon Günther, 8.3.2012 - dicembre 2012 / Risv. 31.5.1919 per suo art. in favore della dittatura del proletariato /




CRONOLOGIA: