Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 18/08/2022 - 14:43

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GAGLIARDI Antonio

Commerciante in vini



   Malatesta e Gagliardi a Bellinzona, 1922


Biogno-Breganzona TI 15.5.1866 da Luigi e Teresa Boffa - Bellinzona TI 6.5.1927.

Di famiglia patrizia di Biogno TI, studia all’Istituto Landriani di Lugano.

Già a 19 anni frequenta l’ambiente anarchico luganese, in cui conosce numerosi esuli italiani. Titolare di una ditta di vini a Melide /TI, con l'arrivo a Lugano nel 1890 di Francesco Cini e Mario Paoletti li associa alla propria attività e costituisce con loro, Isaia Pacini e Attilio Panizza, il nucleo base del gruppo anarchico luganese. Partecipa all'organizzazione del Congresso anarchico di Capolago /TI del gennaio 1891 e nell'occasione conosce Amilcare Cipriani, F.S. Merlino, Malatesta, E. Molinari e Pietro Gori. "Prese parte al Congresso... e fu anzi delegato per una giornata a Chiasso al Grotto della Giovannina al ricevimento dei congressisti, per rimettere loro il cambio della tessera del Congresso ed indicare la località di riunione” (Il Risveglio 718 - 14.5.1927).
È tra i i fondatori del Comitato direttivo del Circolo “Humanitas”, costituito nel febbraio 1891 che cela, “sotto le apparenze di una società istruttiva, una sezione del nuovo partito anarchico creato a Capolago”. Nel 1893 conosce a Lugano Sante Caserio, e dopo l'uccisione di Sadi Carnot viene indicato dalla stampa francese, insieme con Edoardo Milano, come il promotore delle conferenze alle quali nel suo soggiorno luganese (marzo-luglio 1893) Sante Caserio “deve il delirio di assassinio che lo ha condotto alla ghigliottina”. Certo è che Gagliardi, sempre con Milano*, è il principale referente degli anarchici italiani che sostano in Ticino. Nel 1894 gestisce con Arturo Boffa il Caffé Rossini, abituale ritrovo degli anarchici fino a che nel settembre dello stesso anno gli viene intimato di “cessare le riunioni anarchiche”. Legato a Gori, dopo l'attentato di cui questi è oggetto il 15 settembre 1894, Gagliardi e Panizza* vengono notati “armati di grossi bastoni” svolgere una sorta di servizio di vigilanza presso l'abitazione dell'avvocato anarchico.
Dopo l'espulsione di Gori e degli altri cavalieri erranti, la sua attività politica subisce una pausa forzata. Nel 1895 diffonde un volantino anarchico agli scioperanti di Lugano...
Nel 1896 o 1897 conosce il conte Giuseppe Griffith, un simpatizzante libertario, e in particolare sua moglie, Rosalia nata Fagandini*, che l'anno seguente sarà per sempre la sua compagna, e nel contempo diventerà la figura paterna della figlia Antonietta, nata nel 1896.
La nuova famiglia si trasferisce nel 1898 dapprima a Zurigo ZH, poi a Basilea BS, infine ancora a Zurigo fino al 1917. Sarà anche Benito Mussolini nel suo vagabondare in Svizzera per alcuni giorni ospite a casa sua. Gagliardi sempre come commerciante in vini, è attivissimo nel movimento anarchico, in stretto contatto con Luigi Bertoni e compagni italiani. Sottoscrive con 112 il manifesto "Gli antimilitaristi svizzeri ai lavoratori" (apparso sul Risv. 28.4.1906) e a Zurigo lavora con Giuseppe Bonaria, il cui magazzino ha il nome significativo di “Risveglio”. Dal 1913 da Zurigo assume il segretariato dell’Ufficio di corrispondenza per gli anarchici italiani in Svizzera e reincaricato dal Congresso degli anarchici italiani del 1918 (Risv. 15.6.1918).

A causa della guerra il commercio diventa difficoltoso, rientra quindi con la famiglia a Lugano TI nel 1917 o 1918 “per farvi un'intensa attività agricola”, affittando alcuni terreni nel quartiere di Molino Nuovo (nei pressi del cimitero): si tratta, infatti di una grande coltivazione di pomodori. Tuttavia, non senza attirare l'attenzione della polizia politica: il 15.7.1919 il Giudice istruttore federale chiede l’intervento del Delegato di polizia di Lugano e della Direzione cantonale di polizia di Bellinzona: ”negoziante di frutta all’ingrosso a Zurigo, nelle vicinanze del Molino Nuovo deve trovarsi deposito di armi e di scritti di propaganda rivoluzionaria” (Archivio cantonale di Bellinzona, polizia politica) - [ma... non c’è nell’incarto l'esito dell’eventuale perquisizione!].
Organizza poco dopo la scarcerazione di Bertoni una conferenza dello stesso sul diritto d'asilo a Lugano, inutilmente contrastata dal Municipio locale (il 26 luglio 1919 alla Palestra cittadina - Il Municipio, tramite il vice-sindaco Carlo Censi, chiede l'interdizione al Consiglio di Stato che gli risponde... picche).

Poi nel 1921 si trasferisce a Bellinzona TI, tornando al suo modesto commercio in vini, costituisce una società in nome collettivo "Distilleria Vinicola SA" assieme a Giuliani Fichster-Jaeckli di Basilea, specializzandosi nell'esportazione oltre Gottardo. Bonaria raggiunge Gagliardi in Ticino e insieme fondano una nuova ditta di vini A. Gagliardi e G. Bonaria & Cie.
Giuseppe Bonaria (1891-1930) sposerà la “figlia” Antonietta nel 1922 e la casa Gagliardi-Bonaria diventerà il punto di riferimento importante (con l’aiuto di un gruppo di compagni, tra cui Carlo Vanza, Giuseppe Peretti, Clelia Dotta, Franz Moser, Savino Poggi...) per i fuorusciti italiani. A questo proposito vedi per esempio Luigi Fabbri nel 1926, poi seguito dalla moglie nel 1927 e la figlia Luce nel 1928 e di  un centinaio di compagni, che riescono a entrare in Ticino mediante passaporti falsi o clandestinamente dalle montagne del Gambarogno, per indirizzarli poi a Zurigo, Ginevra o Basilea. In quest'ultima città è attivo Ferdinando Balboni che aiuta gli esuli a passare clandestinamente in Francia, mischiati agli operai di una cava situata alla frontiera franco-elvetica.
Tra l'altro, nel 1922 Gagliardi accoglie Errico Malatesta (e nel ritorno), entrato clandestinamente in Svizzera tramite Bonaria dalle montagne del Gambarogno, che si avvierà a Saint Imier/Bienne BE accompagnato da Vanza, Peretti e Bonaria per il cinquantesimo dell'Internazionale antiautoritaria.

"... Se intorno a questa bara fossero riuniti quanti compagni, esuli fuorusciti, latitanti, che il nostro Antonio accolse con la sua schietta cordialità, cfhe colmò di aiuti, che salvò dai persecutori, dando loro consigli e mezzi, la sua figura tanto modesta, ritirata, aliena da ogni orgoglio che non fosse quello di un grande ideale .... apparirebbe una delle maggiori, non solamente del nostrio piccolo movimento svizzero, ma di quello internazionale..." (dal discorso di Bertoni, Il Risveglio 14.5.1927).

“Quanti, quanti vennero, cacciati dalla tormenta, ad attingere in lui la fiducia in un domani migliore!... Bastava ad Antonio Gagliardi di sapere ch'essi andavan verso la libertà, che andavano a combattere alfine di conquistarla per gli altri. Quanto li ha amati quei profughi, quei maladetti, quei dolorosi erranti, i cui visi emaciati riflettevano l'odio o l'amore, la speranza o il sogno!...” (Chazai in Vogliamo!, Biasca, 1.9.1929).

Infine, casa Gagliardi-Bonaria accoglierà Luigi Bertoni che da Ginevra giunge regolarmente in Ticino per le sue tournées di propaganda: Bertoni a questo proposito dice di essere stato ospitato almeno un centinaio di volte (Risv. No 718-14.5.1927).

Muore il 6 maggio 1927, “torturato da una malattia atroce che per vent’anni gli strappò lembi di carne” (Vogliamo!, Biasca,1.9.1929).

La salma verrà trasportata a Lugano il 7 maggio per la cremazione, dove prende la parola Luigi Bertoni.


Chiaramente un rapporto di un indicatore... molto fantasioso:
"Gaillardi [sic] Antoine, épicier, marchande vins demeurant 86, Aerntlerstrass (?), (3 quartier).  Il s'est tenu chez lui au commencement de novembre 1899 une réunion secrète où il a été décidé que des attentats seraient commis à Paris pendant l'Exposition. Les bombes à employer avaient été composées comme suit:
Une boîte renfermant de la poudre, du plomb, de la ferraille, du sodium, et du papier et de l'eau contenue dans un petit récipient. L'eau en traversant le papier buvard se mélange au sodium qui détermine l'explosion. Par conséquent l'épaisseur du papier buvard est calculée d'après le temps qui doit s'écouler à partir du dépôt de l'engin et le moment de l'explosion.
Une expérience de ce genre, qui a parfaitement réussi a été faite en ma présence, le lendemain de la réunion précitée, derrière un cimitière situé à proximité de la demeure de Gaillardi. Cet individu est en relation avec un nommé Malatesta, l'un des chefs des groupes anarchistes italiens et suisses".

(Archives départementales 54, 2 U 1557 ou 2 U 1558 - transmis par Jean-Marc Delpech).


FONTI:

GB  / ME / DBAI /  Risv., 28.4.1906, 15.6.1918; necrologio: No 718 del 14.5.1927 Risv.+ Rév. con discorso di Bertoni / Risv. 28.5.1927 / No 720, 11.6.1927 suo articolo "A Lugano sul Quai" / Vogliamo! 1.9.1929 a firma L. Chazai / Romano Broggini, "Appunti sui gruppi anarchici e libertari a Bellinzona", estratto da Pagine bellinzonesi", Bellinzona 1978 / M. Binaghi, "Addio Lugano Bella", Locarno 2002 / Bollettino del Circolo Carlo Vanza No 2, novembre 2006 / vedi anche suo scritto su Libera Stampa, Lugano 9.6.1927 riguardante Mussolini / Archives départementales 54 (France) / Gagliardi Antonio in Libera Stampa," Libertà di parola", 8.8.1919 a proposito della conferenza Lugano (di Bertoni) e del tentativo del Municipio di negarla... / Libera Stampa, 7-9. 5.1927 / Archivio cantonale, Bellinzona, polizia politica / Libera Stampa 13.5.1921 per la costituzione della società in vini / Rév. anarchiste 1.12.1928 che cita la presenza di Mussolini a casa sua / Gazzetta Ticinese 8.4.1895 per il volantino /




CRONOLOGIA: