Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 29/06/2022 - 11:56

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GHEZZI Francesco

Tornitore, operaio di precisione



Dreher, Präzionarbeiter



  in Russia

Cusano Milanino (MI) 4.10.1893 da Giulio e Maria Sirtori - Workuta (URSS) 3.8.1942.

Nel luglio 1917, chiamato alle armi, riesce a oltrapassare il confine di Luino, riparando poi a Zurigo. Qui, impiegato come tornitore e pulitore d'argento, prende a frequentare gli ambienti del fuoruscitismo attivi intorno alla Libreria internazionale della Società cooperativa italiana, mentre la polizia italiana in base ad informazioni riservate lo annota come "agente dell'Austria con l'incarico di esplicare propaganda disfattista". Arrestato, più tardi detenuto dal 29.11.1918 a Zurigo come sospetto per l’affare delle bombe, assieme a Castagna, Magni, Macchi, Pozzi e Restelli ("anarchici individualisti di Seebach" - vedi Castagna* o Monanni*) verrà scarcerato alcuni giorni prima del processo del 13 giugno 1919, pur dovendo rimanere a disposizione della corte: verrà scagionato dalle accuse, riceve un indennità di fr. 600.-, poi probabilmente espulso.

Si reca in Francia, poi con l'amnistia rientra in Italia ai primi del 1920 e sempre attivo nell'USI, tipografo presso Umanità Nova a Milano, e segretario nel 1920-21 della Scuola Moderna di Clivio. Sospettato a torto di aver partecipato all'attentato del teatro Diana di Milano, fugge nel marzo 1921 in Liguria, poi in Svizzera e a Berlino. Si stabilisce a Vienna e poco dopo in URSS, e in luglio con Pietro Bruzzi e Ugo Fedeli partecipò al primo incontro del Profitern (Internazionale sindacale rossa) a Mosca, tra i delegati dell'Unione sindacale (USI). Qui incontrerà Volin, Goldman, Bergman, Serge...
Nell'inverno del 1921 Ghezzi giunse a Berlino e portò le riprese fotografiche del funerale di Kropotkin, poi pubblicate nel 1922 in un album dalle edizioni di Fritz Kater. Quindi Ghezzi visse indisturbato, benché illegalmente, per quasi 2 anni a Berlino. Quando il governo italiano venne a sapere del soggiorno a Berlino di Ghezzi e Fedeli, chiese l'estradizione, ed entrambi vennero messi in detenzione preventiva. Dopo alcune importanti manifestazioni di protesta, organizzate principalmente dalla FAUD (Libera unione degli operai - anarchica), furono messi in libertà, e Ghezzi che era rimasto 6 mesi in detenzione a Moabit, venne espulso verso l'URSS in accordo con il Narkomindel (Ufficio sovietico per gli esteri).

In URSS abitò dal 1923 al 1926 in una comune rurale di emigranti politici sulla Krim, poi a Mosca si guadagna da vivere come operaio meccanico. Collabora alla gestione del Museo Kropotkin fino alla sua chiusura nel 1928. Inoltre insieme ad altri anarco-comunisti riattiva la Croce Nera, un'associazione anarchica in aiuto ai detenuti. Nel magio 1929 viene condannato a 3 anni di detenzione per propaganda anti-sovietica. Nel campo di lavoro di Susdal si ammala di tbc. In seguito ad una campagna internazionale per la sua liberazione, viene rilasciato dal campo di Kazachistan. Tra gli altri si erano impegnati a suo favore lo scrittore R. Rolland, Luigi Bertoni, Jacques Mesnil, Luigi Fabbri, Ugo Treni (Fedeli), Pierre Monatte, Heam Day e il Comitato di difesa anarchica di Bruxelles. Dal 1931 lavorò in una fabbrica di auto moscovita. Nel 1936 gli venne rifiutato la partenza per la Spagna repubblicana. Nel novembre 1937 nuovamente arrestato come contro-rivoluzionario e nel 1939 condannato a 8 anni di lager: mandato al confino al circolo polare artico, poi nell'agosto 1942 muore a Workuta per tisi.

... Riabilitato dalle autorità sovietiche nel maggio 1956.

 

 

 


Francesco Ghezzi (* 4. Oktober 1893 in Cusano; † 3. August 1942 in Workuta), Dreher, Präzisionsarbeiter, USI-Mitglied, ab Juli 1917 als Militärflüchtling in der Schweiz, verkehrte er im Umfeld der von der Societá Cooperativa Italiana in Zürich unterhaltenen Internationalen Bücherei. Im Zusammenhang mit der Zürcher Bombenaffäre wurde Ghezzi im November 1918 verhaftet, aber kurz vor Beginn der Gerichtsverhandlung im Juni 1919 der Anklage enthoben, freigelassen, für die Haft entschädigt und anschließend vermutlich ausgewiesen. 1920/21 fungierte er als Sekretär einer „Modernen Schule für Rationalismus“ in Clivio bei Como. Wegen des polizeilichen Verdachts, einer der Urheber des Diana-Attentats gewesen zu sein, zu Unrecht verfolgt, floh er im März 1921 aus Italien und nahm mit den ebenfalls ins Ausland geflohenen Pietro Bruzzi und Ugo Fedeli alias Hugo Treue oder Treni als Delegierter der Unione Sindacale im Juli an der ersten Tagung der Profintern, der roten Gewerkschaftsinternationale in Moskau teil. Im Winter 1921 traf Ghezzi in Berlin ein und überbrachte fotografische Aufnahmen von der Beerdigung Kropotkins, die im Verlag von Fritz Kater in einem Album erschienen sind. Von April bis November 1922 war Ghezzi in Moabit inhaftiert, wurde aber nach einem Hungerstreik und Protestaktionen gegen seine von Italien verlangte Auslieferung - im Einvernehmen mit dem Narkomindel (sowj. Aussenamt) - nach Russland abgeschoben. Dort wohnte er 1923-1926 in einer Landkommune politischer Emigranten auf der Krim, in den Jahren danach bestritt er in Moskau seinen Lebensunterhalt als Fabrikarbeiter. Bis zu dessen Schließung im Jahr 1928 gehörte er zu den Betreibern das Kropotkin-Museums, zudem reaktivierte mit einigen Anarchokommunisten das Schwarze Kreuz, eine anarchistische Gefangenenhilfsorganisation. 1929 wurde er wegen antisowjetischer Propaganda zu drei Jahren Haft verurteilt. Im Arbeitslager von Susdal steckte er sich mit Tuberkulose an. Nach einer internationalen Kampagne zu seiner Befreiung aus einem Lager in Kazachstan entlassen, u. v. a. setzte sich der Schriftsteller Romain Rolland für ihn ein, arbeitete er 1931 in einer Moskauer Autofabrik, 1936 verweigerte man ihm die Ausreise ins republikanische Spanien. 1937 wurde er erneut als Konterrevolutionär verhaftet und 1939 in ein Lager nördlich des Polarkreises verbannt. Im August 1942 starb Ghezzi in Workuta an der Lungenschwindsucht.


FONTI:

GB // DBAI // Processo Zurigo, 13 giugno 1919 in L'Express 14.6.1919 // Gazette de Lausanne, 8.6.1919 per la sua scarcerazione in attesa del processo // Risv. 23.8.1930, 18.10.1930, 29.11.1930, 27.12.1930 // precisazioni e scheda in tedesco a cura di Egon Günther del 14-15, 17.11.2012, dicembre 2012 - le info riguardanti il lungo soggiorno di Treni e Ghezzi a Berlino sono tratte dal dattiloscritto di Rudolf Rocker "Memoiren III, Revolution und Rückfall in die Barbarei", S.314-16, ISG Amsterdam // Carlo Ghezzi, "Francesco Ghezzi, un anarchico nella nebbia", zero in condotta, 2013 //




CRONOLOGIA: