Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 10/08/2022 - 18:34

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GROSS Otto

Libero docente di neuropatologia, psicoanalista, bohémien



Privatdozent für Neuropathologie, Psychoanalytiker, Bohémien






Gniebing  (Austria) 17.3.1887 da Hans Gross (criminologo, professore a Graz) - Berlino 13.02.1920.

Nemico delle figure paterne, delle autorità, delle norme giuridiche e delle usanze borghesi, viste come epressioni del lavoro di adattamento richiesto a ogni bambino ed origine della nevrosi infantile, a suo avviso chiara forma di masochismo ("la motivazione propulsiva nel masochismo è la paura della solitudine"). In altre parole ritiene che "le restrizioni imposte dalla società non permettono in certi casi all'individuo di vivere fino in fondo le proprie regolazioni biologiche, vale a dire i suoi affetti. È questo che scatena il conflitto patogeno". In particolare combatte la volontà maschilista di potenza contrapponendole la volontà femminile e materna di relazioni, e il piacere terapeutico della sessualità. Il suo merito maggiore  è quello di aver messo al centro della psicoanalisi freudiana non la sessualità ma il suo modello di conflitto. Riconosce e formula la sua rilevanza per le strutture sociali e i rapporti di potere molto prima di Reich, Fenichel, Mitscherlich, Marcuse ed altri. I "Tre saggi sul conflitto interiore" rappresentano il suo lavoro più importante.


Ottiene il dottorato in medicina il 22.12.1899 a Graz, poi lavora come medico di bordo sulla nave a vapore amburghese diretta in Sudamerica. In questo periodo scopre la cocaina, l'oppio, la morfina. Studia in Patagonia la botanica, studia la psicanalisi. Nel 1901-1902 è assistente medico nelle cliniche di neoropsichiatria di Monaco e di Graz.  In suo articolo scritto nel 1901 chiarische che la psicanalisi deve avere come scopo "che ciascuno si liberi individualmente del principio di autorità di cui è egli stesso portatore, che si liberi da ogni adeguamento all'essenza delle istituzioni che ha sviluppato in sé nel corso dell'infanzia nel grembo della famiglia autoritaria, che si liberi da tutte le istituzioni che da bambino ha ripreso dalle persone del suo ambiente, sempre in lotta tra loro e con lui per il potere; bisogna che si liberi soprattutto dal carattere servile che una simile infanzia lascia in tutti, senza eccezioni: che si liberi dello stesso peccato originale e della volontà di potere".
Il 1.10.1902 viene nominato assistente a Graz. Approfondisce la ricerca psicosessuale. Subisce la sua prima cura disontissicante alla clinica psichiatrica di Burghölzli. Sposa nel 1903 Frieda Schloffer e nel 1906 la coppia sugella un patto di reciproca libertà erotica. Frequenta Die Kosmische Runde e il Cerchio cosmico di Monaco che termina l'attività nel 1904 (ispirandosi dallo svizzero Bachofen, è sviluppato una civiltà basata sulla superiorità del mito, l'erotismo, le culture primitive, l'istinto e dell'intuizione della scienza - con Alfred Schuler, Ludwig Klages, Karl Wolfstehl e Stephan George). Diventa libero docente della facoltà di Graz il 23.2.1906.
Nel 1906 scopre ad Ascona /TI il Monte Verità. Ma non appena la moglie rimane incinta Gross rivolge altrove la propria attenzione e inizia una relazione con Else von Richthofen-Jaffé.
Qui, aiuta al suicidio la sua amica Lotte Hattemmer, che soggiornava nella comunità alternativa del Monte Vernità, il veleno col quale la donna si tolse la vita [nel 1913 Gross spiegò che Lotte Hattemer aveva deciso di morire e non in tendeva recedere dalla sua decisione; Gross tentò di convincerla a desitere, poi, non riuscendovi, la aiutò, per eivtarle di morire in modo "tremendo e doloroso". La mia intenzione, si leggere in quella lettera del 1913, era solo quella che non morisse in mariera orrbile. Sono ormai passati 7 anni da allora: non mi sono mai pentito di quello che ho fatto - Forse tra i primi a voler dare la possibilità di porre fine alla propria vita - il suicidio - ?].
Parte nel settembre 1906 per diventare assistente di Kraepelin a Monaco. Nel 1907 ha due figli con due donne diverse, dando ai figli lo stesso nome: Peter. Partecipa al Congresso di Amsterdam nel 1907 (?).
Il 27.4.1908 è presente al Primo incontro di psicologia freudiana a Salisburgo (Allievo di Freud che disse "tra i miei allievi Otto Gross e Carl Jung sono stati i pensatori più originali") e si scontra con Freud, secondo il quale la psicoanalisi non deve mescolarsi con la vita sociale, ma rimanere confinata nelle cliniche. Paziente di Carl Jung su richiesta di Freud alla clinica psichiatrica di Burghölzli di Zurigo (su ordine del padre...).
Nel 1908 dimissiona dall'UNI di Graz e - dopo aver avuto una bambina, Camilla, dalla relazione con la scrittrice svizzere Regina Ullmann - si sottopone ad una seconda cura con Carl Gustav Jung che diagnostica una demenza precoce. Il 17 giugno 1908 scappa dalla clinica, diventando un ribelle e un marginale. Nel 1909 Freud decretò pericoloso la sua visione per il movimento psicanalitico che affermava la vocazione filosofica e rivoluzionaria degli psichiatri.
Nell'estate 1910 - lasciato dalla moglie che va a vivere con Ernst Frick e dalle sorelle von Richthofen - vive ad Ascona con Sophie Benz, pittrice, poi suicida nel marzo 1911 (dose eccessiva di cocaina) e Gross è sospettato di incitamento al suicidio.
Dal 28.3 al 21 giugno 1911 è curato al sanatorio di Steinhof vicino a Vienna (esprimendo tra l'altro il progetto di pubblicare una volta uscito, il giornale Anarchia e psicologia). Si reca a Zurigo per alcuni giorni, poi a Spiez /BE dove vede Nohl (amico di Erich Mühsam), a Ginevra, poi scompare. Nel frattempo il suo nome compare su un mandato di cattura della polizia svizzera del 13.8.1911 (vedi suicidio della Benz) provvedimento poi revocato dal padre.
Nell'ottobre 1911 è a Vienna, viene attaccato dal settimanele libertario Der Sozialist di Gustav Landauer, omofobo e antilibertino (sic!) che lo definisce "uno dei peggiori freudiani". Nella primavera 1912 da Firenze scrive una lettera a Fritz Brupbacher di Zurigo nella quale ritorna a parlare del suo progetto di dar vita a un giornale che trattasse argomenti di psicologia e di anarchia.
Nel 1913 è a Berlino dove con l'amico Franz Jung (dadaista) aderisce al gruppo Aktion, sul giornale ononimo scrive diversi articoli. Ricercato nel novembre 1913 dalla polizia prussiana (stava lavorando a una grande opera sulla funzione sociale del sadismo che Gross stesso metteva in relazione con la persona del padre) è arrestato e consegnato alla polizia austriaca che lo interna, su decisione del padre, in una clinica privata a Tulln: vi saranno non poche reazioni a tale decisione (di Franz Jung, mentre Mühsam scrive diversi articoli in proposito nel suo periodico KAIN). Il padre infatti è diventato suo tutore dal 19 gennaio 1914. Trasferito il 25.1.1914 al manicomio statale di Troppau in Slesia (per paura che qualche anarchico lo aiutasse ad evadere ...). Infine, interviene perfino Max Weber nel 1914 in difesa di Frieda Gross - che già conviveva con Ernest Frick ad Ascona - contro le pretese del padre Hans Gross di voler assumere la tutela del nipote Peter (non per il secondo figlio della moglie dichiarato illegittimo poiché figlio di Frick).
Dichiarato guarito l'8.7.1914 parte come medico volontario in un lazzaretto di vaiolosi a Vienna, poi tra il marzo e il giugno 1915 all'ospedale da campo epidemiologico del comitato di Ungar ed infine in Slavonia. Nel 1917 frequenta gli ambienti letterari di Praga: Max Brod, Franz Werfel, Kafka e Schreiber. Nel 1917 ospitalizzato a Temesvar poi rimpatriato nel maggio 17 al Steinhof di Vienna. Nel settembre 17 l'interdizione per infermità mentale è tolta (visto che aveva dimostrato di essere ancora medico...) ma è trasformata in interdizione parziale per lapidazione di patrimonio. Vive a Monaco e a Vienna con la madre fino al 1918. Gli ultimi anni della sua vita furono i viaggi a Praga, Budapest e Monaco. Poi parte per Berlino, dove il 13.2.1920 muore, denutrito e con un'infiammazione polmonare.




Gniebing  (Oesterreich) 17.3.1887 des Hans Gross (Kriminologe, Professor in Graz) - Berlin 13.02.1920.


Feind der Vaterfiguren, der Autorität, der juristischen Normen und der bürgerlichen Usanzen, die er als Ausdrücke der jedem Kind abverlangten Anpassungsarbeit und als Ursprung der kindlichen Neurosen sah, seines Erachtens eine klare Form des Masochismus ("treibende Motivation des Masochismus ist die Angst vor der Einsamkeit"). Mit anderen Worten hält er dafür, dass "die von der Gesellschaften auferlegten Einschränkungen es in gewissen Fällen dem Individuum nicht erlauben, seine eigene biologische Ordnung auszuleben, d.h. seine eigenen Neigungen. Dies löst den pathogenen Konflikt aus." Insbesondere bekämpft er den männlichen Beherrschungswillen, dem er den weiblichen und mütterlichen Beziehungswillen gegenüberstellt und den therapeutischen Genuss der Sexualität. Sein grösster Verdienst ist, dass er ins Zentrum der Psychoanalyse Freuds nicht die Sexualität, sondern sein Modell des Konflikts gestellt hat. Er erkennt und formuliert dessen Bedeutung für die sozialen Strukturen und die Machtverhältnisse lange vor Reich, Feniche, Miterschlis, Marcuse und anderen. Die " Drei Aufsätze über den inneren Konflikt." sind sein wichtigstes Werk.

Am 22.12.1999 promoviert er in Graz zum Doktor der Medizin, danach arbeitet er als Schiffsarzt auf einem Hamburger Dampfer, der Häfen in Südamerika anläuft. In dieser Zeit entdeckt er Kokain, Opium und Morphin. In Patagonien studiert er Botanik, studiert Psychoanalyse. 1901-1902 ist er Assistenzart in den neuropsychiatrischen Kliniken von München und Graz. In einem 1901 geschriebenen Artikel legt er dar, dass Zweck der Psychoanalyse sein muss "dass jeder sich individuell vom Prinzip der Autorität befreit, dessen Träger er selber ist, dass er sich von jeglicher Anpassung seines Seins an die Institutionen befreit, die er in sich während der Kindheit im Schoss der autoritären Familie entwickelt hat, dass er sich befreit von allen Institutionen, die er als Kind von den Personen um ihn herum übernommen hat, immer im Kampf zwischen ihnen und ihm für die Macht; er muss sich vor allem vom servilen Charakter befreien, den eine solche Kindheit ausnahmslos in allen hinterlässt: er soll sich von der Erbsünde und vom Willen nach Macht befreien".
Am 1.10.1902 wird er Assistent in Graz. Er vertieft die psychosexuelle Forschung. Erste Entziehungskur in der psychiatrischen Klinik Burghölzli. 1903 heiratet er Frieda Schloffer und 1906 schliesst das Paar einen Pakt der gegenseitigen erotischen Freiheit. Er besucht die Die Kosmische Runde in München, die ihre Aktivitäten 1904 einstellt (inspiriert am Schweizer Bachofen wird eine auf der Ueberlegenheit des Mythos, des Erotismus, der primitiven Kulturen, des Instinkts und der Intuition der Wissenschaft gründende Zivilisation entwickelt - mit Alfred Schuler, Ludwig Klages, Karl Wolfstehl und Stephan George). Am 23.2.1906 wird er Privatdozent an der Fakultät in Graz.
1906 entdeckt er in Ascona/TI den Monte Verità. Aber kurz nachdem seine Gattin schwanger wird, richtet Gross seine Aufmerksamkeit auf andere und geht eine Beziehung mit Else von Richthofen-Jaffé ein.
In Ascona hilft er seiner Freundin Lotte Hattemmer beim Selbstmord. Im September 1906 reist er ab und wird in München Assistent von Kraeplin. 1907 hat er zwei Kinder von zwei verschiedenen Frauen, denen er den gleichen Namen gibt: Peter.
1907 (?) nimmt er am Kongress in Amsterdam teil. Am 27.4.1908 nimmt er am Ersten Kongress für Freud'sche Psychologie in Salzburg teil (Freud bezeichnete Gross einmal neben C.G. Jung als einzigen wirklich originellen Denker unter seinen Schülern) und stösst mit Freud zusammen, für den sich die Psychoanalyse nicht mit dem sozialen Leben vermischen soll, sondern in die Kliniken gehört. Pazient von Jung auf Anfrage von Freud in der psychiatrischen Klinik Burghölzli in Zürich (auf Anordnung des Vaters ...).
1908 demissioniert er von der Uni Graz und - nach der Geburt seiner Tochter Camilla, aus seiner Beziehung mit der Schweizer Schriftstellerin Regina Ullmann - unterzieht sich einer zweiten Behandlung mit Carl Gustav Jung, der ihm eine "Dementia praecox" diagnostiziert. Am 17. Juni 1908 entweicht er aus der Klinik und wird ein Rebell und Randständiger. 1909 erklärt Freud seine Sichtweise der filosofischen und revolutionären Berufung der Psychiater als für die psychoanalytische Bewegung gefährlich.
Im Sommer 1910 - von der Gattin verlassen, die zu Ernst Frick und den Geschwistern von Richthofen zieht - lebt er in Ascona mit Sophie Benz, Malerin, die sich im März 1911 das Leben nimmt (Ueberdosis von Kokain) und Gross wird der Anstiftung zum Suizid verdächtigt.
Vom 28.3. bis 21.6.1911 ist er im Sanatorium Steinhof, in der Nähe von Wien, in Behandlung (wo er unter anderem plant, nach seiner Entlassung die Zeitschrift Anarchismus und Psychologie herauszugeben). Er begibt sich für einige Tage nach Zürich, dann nach Spiez/BE, wo er Nohl (Freund von Erich Mühsam) trifft, nach Genf, danach verschwindet er. Unterdessen erscheint sein Name in einem Haftbefehl der Schweizer Polizei vom 13.8.1911 (siehe Selbstmord der Benz), Massnahme, die dann von seinem Vater widerrufen wird.
Im Oktober 1911 ist er in Wien, wo er von der libertären Wochenzeitung Der Sozialist von Gustav Landauer als homofob und antilibertin (sic!) angegriffen und als "einer der schlimmsten Freudianer" definiert wird. Im Frühling 1912, aus Florenz, schreibt er Fritz Brupbacher in Zürich einen Brief, in dem er erneut von seinem Projekt einer Zeitschrift zu den Themen Psychologie und Anarchismus spricht.
1913 ist er in Berlin, wo er mit seinem Freund Franz Jung (ein Dadaist) der Gruppe Aktion beitritt und in deren gleichnamiger Zeitung er verschiedene Artikel schreibt. Im November 1913 wird er von der preussischen Polizei gesucht (er arbeitet an einem grossen Werk über die soziale Funktion des Sadismus, den Gross selbst in Bezug zur Person des Vaters brachte), verhaftet und der österreichischen Polizei übergeben, die ihn auf Beschluss seines Vaters in einer Privatklinik in Tulln interniert: auf diesen Entscheid hin folgen nicht wenige Reaktionen (von Franz Jung, während Mühsam in seiner Zeitschrift KAIN verschiedene Artikel darüber schreibt). Der Vater wurde nämlich am 19. Januar 1914 sein Vormund. Am 25.1.1914 wird er in das staatliche Irrenhaus Troppau in Schlesien überführt (aus Furcht davor, dass irgend ein Anarchist ihm helfen würde, zu entweichen ...). Schliesslich interveniert sogar Max Weber 1914 zugunsten von Friede Gross - die seinerzeit mit Ernst Frick in Ascona zusammenlebte - gegen den Anspruch des Vaters Hans Gross, die Vormundschaft über seinen Grossenkels Peter zu übernehmen (nicht aber über den zweiten Sohn der Ehefrau, der als unehelich erklärt worden war, da Sohn von Frick).
Am 8.7.1914 wird Gross für geheilt erklärt und geht als freiwilliger Arzt in ein Lazarett von Pockenkranken in Wien, danach zwischen März und Juni 1915 ins Epidemie-Feldspital des Komitees von Ungar und schliesslich nach Slawonien. 1917 verkehrt er in literarischen Kreisen in Prag: Max Brod, Franz Werfel, Kafka und Schreiber. 1917 wird er in Temesvar zwangs-eingeliefert, im Mai '17 in den Steinhof in Wien rückgeführt. Im September '17 wird die Entmündigung wegen Geistesschwäche aufgehoben (er konnte belegen, dass er noch Arzt war ...), dann aber in Teilentmündigung überführt wegen Vermögensverschendung.
Bis 1918 lebt er mit der Mutter in München und Wien. Die letzten Lebensjahre verbringt er auf Reisen nach Prag, Budapest und München. Danach reist er nach Berlin ab, wo er am 13.2.1920 stirbt, halb verhungert und mit einer Lungenentzüngung.


FONTI:

GB / "Mon cousin Otto Gross" / Emanuel Hurwitz, "Otto Gross, dalla psicanalisi al paradiso", Monte Verità Ascona / E. Hurwitz, "Conflitto e verità. La dimensione politica della psicanalisi per Otto Gross", in AAVV Senso della vita e bagni di sole..., Fond. Monte Verità, Ascona 2001 / Otto Gross, "Senza freni", Ed. Gratis (vari articoli di Gross e biografia) / Franco Zambelloni, AZIONE 28.5.2018 /




CRONOLOGIA: