Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 27/11/2018 - 12:21

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MALATESTA Errico
Elettricista




Santa Capua a Vetere 4.12.1853 da Federico e Lazzarina Rastoin - Roma 22.7.1932
.

Solo riguardante la Svizzera (vedi bio in DBAI)

Nell'agosto 1872 insieme con Andrea Costa, Carlo Cafiero, Tino Zanardelli, Celso Ceretti e Saverio Friscia è tra i fondatori della Federazione italiana dell'AIL, organismo che nasce in netta contrapposizione al Consiglio generale di Londra di ispirazione marxista.

Arriva a Zurigo il 5 settembre 1872 e conosce Bakunin. Partecipa al Congresso dell'Internazionale di St. Iimier /BE del settembre 1872, dove vengono gettate le basi fondamentali dell'ideologia anarchica che proclama la lotta simultanea contro il capitalismo e lo stato. Nel 1875 visita Bakunin a Lugano.
Poco dopo i suoi tentativi di partire in Erzegovina per riunirsi ai rivoluzionari serbi ribellati al potere ottomano, è delegato della Federazione italiana al Congresso dell'Internazionale antiautoritaria di Berna nel 26-29 ottobre 1876, dove tra l'altro dichiara: "L'Internazionale, per noi Italiani, non deve essere un'associazione esclusivamente operaia; lo scopo della rivoluzione sociale, in effetti, non è solo l'emancipazione della classe operaia, ma l'emancipazione dell'intera umanità; e l'Internazionale, esercito della rivoluzione, deve raggruppare sotto la sua bandiera tutti i rivoluzionari, senza distinzione di classe..." (Guillaume). Nell'aprile del 1877 lo ritroviamo tra i principali protagonisti della banda del Matese...
Per alcuni mesi a Ginevra agli inizi del 1879, dove coadiuva Kropotkin nell'uscita dei primi numeri de Le Révolté, e frequenta l'ambiente dei fuorusciti italiani, tra cui Vito Solieri, Luigi Mercatalli, Sebastiano Casadio, Francesco Ginnasi e Alfonso Danesi che pubblicano un volantino "Ad Umberto Re d'Italia nel giorno della sua nascita", elogio a Passannante,  che minacciava l'ordine sociale e il re Umberto nel caso che Passanannante fosse giustiziato, che provocherà un decreto di espulsione dalla Svizzera (decreto federale 29.4.1879). Ma probabilmente non si trovava già più in Svizzera...
Tuttavia, proprio per questo motivo verrà arrestato a Lugano il 21 febbraio 1881, ed espulso dopo 2 settimane alla frontiera da Basilea con l'Alsazia.
Rientra clandestinamente per il Congresso di Capolago /TI nel gennaio 1891, cui partecipano circa 80 delegati italiani, tra cui Saverio Merlino, Pietro Gori, Luigi Galleani, Amilcare Cipriani, Romeo Mingozzi, Ettore Molinari, in cui si afferma la nascita del Partito socialista-anarchico-rivoluzionario. La polizia non riesce ad individuarlo e non se la sente di intervenire con la forza nel corso delle sedute del Congresso! (vedi rapporto del Commissario Casella al Commissario federale).
Partito da Milano il 9 giugno, viene arrestato nella notte dell'11-12 giugno 1891 a Lugano /TI (in casa dell'amico Isaia Pacini*) per infrazione al decreto di espulsione e condannato dal Tribunale del distretto di Lugano a 45 giorni di prigione e fr. 50.- di multa (difeso dall'avv. Antonio Battaglini - appariranno come testi Isaia Pacini*, Attilio Panizza*, Giuseppe Bianchi*). Benché l'Italia richieda l'estradizione, il Tribunale federale l'11.9.1891 rifiuta tale richiesta. Espulso, viene accompagnato a Basilea, poi per via Parigi, raggiunge Londra.

Partecipa alla Settimana rossa nel 1914 ad Ancona, poi si rifugia nuovamente a Londra. Ritorna in Italia nel 1919, partecipa alla fondazione dell'Unione anarchica italiana, sostiene le occupazioni delle fabbriche, fonda il quotidiano Umanità Nova.

Lo troviamo nuovamente clandestino nel settembre 1922 a Bellinzona /TI in casa Gagliardi-Bonaria, per poi partecipare - accompagnato da Vanza, Peretti e Bonaria (vedi in Giuseppe Bonaria* il suo aiuto affinché Malatesta possa entrare clandestinamente in Svizzera) - al 50esimo della Internazionale antiautoritaria a St.-Imier e Bienne /BE. In un momento delicato per il movimento anarchico, causato dal mito della Rivoluzione sovietica, questo Congresso riaffermerà, in particolare, i principi del patto di Saint-Imier del 1872, opponendosi al principio di autorità e in totale contrapposizione al socialismo autoritario. Inizialmente Malatesta sembra declinare l'invito a questo convegno, come da una lettera a Bertoni (14.5.1922): "Ma la difficoltà più grande, te lo dirò francamente, è la poca voglia che io ho. Essendo io forse l'unico superstite dei congressisti di St.-Imier ed il più vecchio (che gusto!) dei convenuti, finirei coll'essere oggetto di speciali attenzioni, e questo mi seccherebbe tanto, tanto..." e "suppongo che questa [la frontiera] bisognerà passarla di contrabbando, poiché non potrei avere un passaporto regolare" (lettera a Bertoni del 12.6.1922). Probabilmente a Saint-Imier "fu scoperto, ma ebbe tempo di prendere il largo, fors'anche perché la polizia aspettava rinforzi per arrestarlo" ("Pagine di lotta..."). Dopo un ultimo saluto ai compagni bellinzonesi, rientra a Roma da solo in treno...

Fonda la  rivista Pensiero e Volontà, poi proibita dal fascismo. Dal novembre 1926 condannato a vivere sotto stretta sorveglianza.

FONTI:
GB // DBAI // Guillaume // "Errico Malatesta, Epistolario" a cura di R. Bertolucci, Carrara 1984 // Nota dei redattori in "E. Malatesta, Pagine di lotta quotidiana", Vol. II, Ed. il Risveglio Ginevra 1935 // G. Bottinelli, "Luigi Bertoni. La coerenza di un anarchico", Lugano 1997 // Rapporto del Commissario del governo ticinese per il distretto di Lugano, Casella, al Commissario federale A. Künzli, 7.01.1891 // Info di Davide Turcato su una testimonianza di Nino Napolitano, in Adunata dei refrattari, No 1 -1931 per il suo ingresso clandestino in CH aiutato da Bonaria nel 1922 // Max Nettlau in "Errico Malatesta", New York 1922 //



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