Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 11/12/2019 - 14:56

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MONNANNI (MONANNI) Giuseppe
Tipografo, pubblicista




Arezzo 27.2.1887 da Pietro e da Luisa Ciampolini
- Milano il 4.12.1952.
(Si firma MONANNI).


Milita nelle correnti individualiste anarchiche. Nel 1908 con Leda Rafanelli si trasferisce a Milano, fondando con la stessa la Libreria editrice sociale e nell'arco di un triennio i periodici di argomento politico letterario Sciarpa nera, La Questione sociale, La Rivolta. Conosce Luigi Bertoni a Ginevra nel 1910.

Disertore alla chiamata delle armi, ripara a Ginevra nel 1915, alloggiando inizialmente presso l'anarchico Jules Victor Raveau. Da qui collabora a L'Avvenire anarchico, all'Avanti!, a il Risveglio su tematiche antimilitariste e antimarinettiane, membro del gruppo Il Risveglio. La sua attività si fa febbrile, violenta la polemica contro i rivoluzionari convertiti e contro gli anarcointerventisti: “Quei pochi anarchici che han deviato... Se il fatto della guerra li ha sorpresi, vuol dire che sognavano: se li ha convertiti, vuol dire che non erano convinti; se li ha spaventati, vuol dire che erano deboli; se li ha confusi con quella folla variopinta di pseudo socialisti e sindacalisti che gridino compassionevolmente alla guerra, vuol dire che erano degni di tale pantano. Se erano, se sono anarchici, anche in questo momento non possono trovarsi d'accordo con altri che anarchici non si dicono... Quel che ci preme è negare subito che vi possa essere il benché minimo rapporto tra individualismo anarchico e guerra, come qualcuno vorrebbe far credere. Anzi, proprio la tendenza individualista dell'anarchismo è quella che maggiormente si allontana dalle ideolgie democratiche in nome delle quali si è compiuto il mostruoso connubio guerrafondaio in Italia” (Indvidualismo anarchico e guerra, Il Libertario 11.3.1915). Scrive anche sulla rivista libertaria ginevrina Les Tablettes.

[risulta, ma quando? anche residente in Ticino, dove lavorava come tipografo e correttore di bozze ne "L'Avvenire del Lavoratore"]

Trasferitosi a Zurigo/ZH pubblica nel 1917 A testa alta, inno alla diserzione, partecipa all'attività della Libreria Internazionale. In corrispondenza con Turati, scrive sulla Critica sociale.
A Zurigo vi era un centinaio di anarchici italiani, in maggior parte renitenti alla leva o disertori. Divisi tra comunisti libertari, chiamati dal Monanni “i morti”: Attilio Copetti, Girolo, Spotti, Edoardo Castelli, Bruno Misefari e un gruppetto di individualisti, tra cui Monanni, Francesco Ghezzi, Charles Restelli, Bruzzi.
Arrestato il 13.9.1918 per l’affare delle bombe di Zurigo rimane in carcere preventivo, poi condannato il 13.06.1919 (con Giordano, Brigo, Weil  in contumacia Aldo Torriani e due agenti tedeschi di origine indiana) a 20 mesi di reclusione a Regensdorf /ZH  perché accusato di aver collaborato nell'interesse della Germania ad esplosivi, munizioni e armi destinati alla rivoluzione in Italia: deduzione di 384 giorni di detenzione preventiva, a 300 fr  di multa, e al bando a vita dalla Svizzera, con espulsione a fine pena, probabilmente a metà gennaio 1920 (un suo ricorso contro l'espulsione non viene accettato: cfr. Feuille fédérale suisse, 3.12.1919).

Scontata la pena, consegnato alle autorità italiane viene tradotto al carcere militare di Firenze a causa della diserzione, dove vi rimarrà per pochi mesi. Nel 1923 i fascisti mettono a soqquadro i locali dell'appena rinnovata Casa editrice sociale, poi continuerà come Casa editrice Monanni. Nel luglio 1939 viene arrestato e detenuto per 3 mesi per i suoi sospettati contatti con i fuorusciti  in Francia. Continua tuttavia le sue edizioni, nel 1940 ristampa delle opere di Nietzsche. Nel dopo guerra ricopre l'incarico prestigioso di direttore editoriale alla Rizzoli; promuove la pubblicazione delle lettere di Mussolini alla Rafanelli.

Scrive sul Il Libertario di Milano il 26.2.1947 un articolo polemico per la morte di Bertoni “L’ultimo settatore dell’Anarchismo”.


Giuseppe Monanni (* 27. Februar 1887 in Arezzo; † 4. Dezember 1952 in Mailand), Schriftsetzer, Verleger, Buchhändler, Individualanarchist und Nietzscheaner, 1907 Gründer der anarchistischen Florentiner Kunst- und Literaturzeitschrift „VIR“, langjähriger Lebensgefährte der Schriftstellerin Leda Raffanelli (1880-1971), die 1913-14 vom damaligen Sozialistenführer Mussolini umworben wurde. Mit Rafanelli rief Monanni im Mailand der Vorkriegsjahre mehrere kurzlebige politisch-literarische Zeitschriften wie „La sciarpa nera“ oder „La Rivolta“ ins Leben und leitete die Libreria editrice sociale, in der Schriften von Stirner, Kropotkin und Reclus erschienen sind. Bei Kriegseintritt Italiens desertierte er nach Genf und führte in „L’Avvenire anarchico“, im „Avanti!“ und „Risveglio anarchicoeine scharfe Polemik gegen die Abweichler unter den Individualanarchisten, die den Krieg befürworteten, schrieb aber ebenso für die von dem französischen Deserteur und Anarchisten Jean Salives (1887-1979) mitbegründete Monatsschrift „Les Tablettes“ wie für die reformsozialistische „Critica Sociale“. In Zürich führte er mit Arrigoni und Ghezzi für einige Zeit die Libreria Internazionale, die auch antimilitaristische Broschüren herstellte und vertrieb. Im Zuge der Zürcher Bombenaffäre wurde M. am 13. Juni 1919 zu 20 Monaten Haft verurteilt, weil er „im Interesse Deutschlands und in revolutionärer Weise“ gegen Italien konspiriert habe. Anfang 1920 an die italienischen Behörden überstellt, verbüßte er in Florenz, seiner Desertion halber, eine geringe Haftstrafe. Monanni setzte in Italien seine Tätigkeit als anarchistischer Verleger so lange fort, bis die Faschisten 1923 den Verlag zerstörten und dessen Bücher auf der Straße verbrannten, 1925 gelang ihm noch die Herausgabe der Kulturzeitschrift „L’Università libera“. Ab 1926 publizierte er, aufgrund der faschistischen Sondergesetzgebung auf die Herausgabe rein literarischer Werke beschränkt, eine Reihe von Romanen u. a. von Gorki, Kipling, London, Huxley etc. und begann 1927 die italienische Erstausgabe der Gesammelten Werke von Nietzsche. Wohl wegen seiner Kontakte zu den italienischen Exilierten in Frankreich verbrachte er 1939 drei Monate in Haft. 1946 wurde M. Verlagsleiter bei Rizzoli und veröffentlichte dort Mussolinis Liebesbriefe an Leda Rafanelli.


FONTI:
GB // DBAI // Il Libertario, 26.2.1947 // ME (service de la police administrative et judiciaire - Genève) // Feuille fédérale suisse, No 48, 685, II Rapport, 3 dicembre 1919 // info e scheda in tedesco a cura di E. Günther - dicembre 2012 // per il processo e condanna per le bombe di Zurigo: L'Express 14.6.1919 //



CRONOLOGIA: