Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 10/08/2022 - 18:34

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NACHT Max (poi negli USA: NOMAD Max)

Compositore tipografo, pubblicista



Schrifsetzer, Publizist



Buczacz (Galizia orientale- Impero Austro-Ungarico) 15.91881 da Fabius e Rosa Rubiner - New York 18.4.1973
Fratello di Siegfried.

Seguendo il fratello maggiore Siegfried sin da giovane partecipò al movimento socialista ed aderì a Buczacz alla nuova associazione ebrea di formazione degli operai Brüderlichkeit (Fratellanza). Dopo la maturità, nel 1901 iniziò lo studio di giurisprudenza a Vienna. Qui entrò in contatto con le idee anarco-comuniste di Peter Kropotkin, il cui pensiero diffuse nell'associazione operaia di Buczacz. La sua propaganda in favore dell'anarchismo gli procurò l'esclusione dall'associazione, dopo di che, la Brüderlichkeit si divise tra i partigiani del partito socialista e un gruppo anarchico.
Nel 1902 le rivolte di massa dei lavoratori della terra nella sua patria della Galizia orientale, anche promosse e sostenute dall'associazione degli operai, ebbero un effetto pregnante sullo sviluppo del suo pensiero.
Queste esperienze vennero poi riprese nel 1903 nel suo primo scritto “Die revolutionäre Bewegung in Russland”, nel quale previde la Rivoluzione russa del 1905.
Nel giugno 1904 assieme ad un compagno di studi, pubblicò la Wolny Swiat (Mondo libero). Dopo diversi anni, fu il primo giornale anarchico di lingua polacca. Ma il primo numero venne immediatamente confiscato e gli editori accusati di alto tradimento. Tuttavia, nell'estate 1904 Nacht riuscì a sottrarsi all'arresto rifugiandosi a Zurigo. Fu l'inizio di una odissea che l'avrebbe portato da Zurigo a Ginevra, da Ginevra a Parigi e poi a Londra.

A Zurigo la redazione del settimanale anarchico Weckruf era in crisi, ed affidò a Nacht la responsabilità della pubblicazione, considerando che grazie ai suoi numerosi articoli apparsi in fogli anarchici di lingua tedesca ed all'opuscolo sulla Russia, era conosciuto dagli anarchici di Zurigo. Alla fine dell'anno Nacht chiese al fratello Siegfried di aiutarlo nella pubblicazione. Assieme al sarto viennese Franz Blazek gli diedero la loro impronta, portandolo ad una popolarità mai conosciuta. Nacht a Zurigo entrò in contatto di amicizia con Fritz Brupbacher a cui rimase legato fino agli anni '40. Visto che solo in Svizzera, oltre all'Olanda, la saccarina poteva essere ottenuta senza ricetta medica, nacque un contrabbando redditizio con lo “zucchero dei poveri” dalla Svizzera soprattutto all'Europa dell'Est. I due Nacht parteciparono a questo contrabbando e poterono così foraggiare e far fiorire il giornale in eterne difficoltà finanziarie, tanto che riuscirono a stampare regolarmente quasi 4'000 copie.
Nel luglio 1905 quando il Weckruf si trovò al culmine in quanto a qualità di numero di collaboratori e di copie, la polizia avviò un'ampia offensiva contro il gruppo redattore, riuscendo a spezzarlo. Infatti, perquisì tutti gli appartamenti dei membri del gruppo, confiscando lettere, libri ed altri stampati, arrestando 12 persone. Max Nacht sfuggì all'arresto GB: secondo la polizia era stabilito a  Thalwil/ZH, con il nome falso di Moïse Kampfer] .Assieme ad un altro collaboratore del Weckruf, Werner Daya, riuscì a rifugiarsi a Ginevra, entrando nella clandestinità.
Proprio a Ginevra Max Nacht si staccò dall'anarchismo classico e si unì ad un gruppo radicale che tentava di mettere in pratica le idee di Jan Waclav Makhaiski, un misto di bakunismo e marxismo.

«Bombardato dagli eretici dell'ultra sinistra che criticavano l'anarchismo tradizionale e il sindacalismo come inutilmente moderati e borghesi, vacillai nelle mie convinzioni», ricorderà Max Nacht.

Dopo alcune tappe a Ginevra e Parigi, nel 1908 Max Nacht si stabilì a Londra, dove sposò la sua compagna di lunga data, Sabine Kanfer, conosciuta in Svizzera e terminò la formazione di compositore tipografo. L'appartenenza al gruppo Makhaiski, lo portò nel 1908, poco dopo il matrimonio, nel movimento clandestino russo, nel quale a partire dalla Galizia orientale, tentò di formare dei gruppi di resistenza al regime zarista. Quando nel 1909 al gruppo si esaurirono i fondi questo tentativo venne interrotto. Dopo ulteriori tappe in Italia e in Turchia, nel 1913 assieme ai suoi fratelli emigrò a New York. Negli USA Max Nacht assunse il nome di Max Nomad. Deluso da tutti i movimenti di sinistra non aderì più a nessun gruppo. Quando però nel 1917 la Rivoluzione russa portò al potere i bolscevichi, Max trovò presso di loro un nuovo credo. Più tardi ricorderà: «La rivoluzione bolscevica arrestò il mio scetticismo crescente e risvegliò la mia speranza per un mondo migliore».
Nel 1923 Max Nomad, dopo una deviazione a Chicago, passò all'Ufficio di informazione sovietico dell'ambasciata ufficiosa sita a Washington, lavorandovi fino al 1929, senza però aderire al partito comunista. Lo stesso anno Max Nomad si trasferì nuovamente a New York. Aveva abbandonato il suo lavoro all'ambasciata sovietica perché a causa delle sue convinzioni critiche, fu messo sotto pressione ed aveva da tempo perso il suo entusiasmo per la rivoluzione sovietica. Si ricordò delle sue idee del passato e sviluppò una teoria critica che chiamava “anarchismo scettico”.
Max Nomad iniziò a pubblicare libri in cui, con l'aiuto di biografie, analizzava la problematica “servo e padrone”. Il suo primo libro “Rebels and Renegades” apparso nel 1932 si vendette male, ma con il tempo riuscì ad affermarsi. Così le sue opere vennero lodate da Bernard Russel e recepite da Hannah Arendt. Il suo libro di maggiore successo “Aspects off Revolt”, prima edizione 1959, viene riedito ancora oggi.
Durante la seconda guerra mondiale lavorava per l'autorità di censura postale, convinto come suo fratello Stephen [leggi Siegfried] di poter dare in questo modo un contributo contro la peste nazionalsocialista.
Dal 1946 al 1956 tenne delle lezioni in scienze politiche e storia all'Università di New York ed alla School for Social Research. Fino alla sua morte era un apprezzato pubblicista e un mordace e richiesto oratore. Max Nomad muore a New York a 92 anni.

Influenze e attualità
Con la riscoperta delle teorie di Makhaiski negli anni '80 dello scorso secolo in Francia e negli USA, anche l'ultimo testimone del movimento, Max Nomad - stretto confidente di Makhaiski ed amministratore di una parte del suo lascito - venne riscoperto, destando interesse.
Così in vari paesi quali l'Italia e Francia vennero ridiscussi i contributi di Max Nomad. Nello spazio anglofono al momento vengono persino ripubblicati una parte delle sue opere. Collegato a ciò vi è anche un dibattito sul suo “anarchismo scettico” che consiste in un misto di idee di Makhaiski, idee anarchiche e la sua idea di una rivoluzione permanente, “che escludeva una definizione o una soluzione definitiva del conflitto di classe”.
Altrettanto importante per il movimento anarchico fu il sostegno finanziario di Max e Siegfried Nacht a Max Nettlau e alle sue opere, cooperando così al mantenimento di un importante materiale storico sull'anarchismo. Non da ultimo con il suo libro di ricordi “Dreamers Dynamiters and Demagogues”, reminiscenze di storia del movimento antiautoritario radicale tra Ottocento e Novecento, pubblicato nel 1964, lasciò una fonte importante anche per la Svizzera.
(Scheda a cura di Werner Portmann, trad. dal tedesco di Rosemarie).


Max Nacht:

Schriftsetzer, Publizist.

Buczacz, 15. September 1881, der Rosa Rubiner und des Fabius Nacht - New York 18. April 1973

Max Nacht wurde am 15. September 1881 in Buczacz geboren. Seinem grösseren Bruder Siegfried folgend, schloss er sich in jungen Jahren der sozialistischen Bewegung an. Max Nacht trat dem neuen lokalen jüdischen Arbeiterbildungsverein Brüderlichkeit bei. Nach Abschluss der Matura begann er 1901 in Wien Jurisprudenz zu studieren. In Wien kam Max Nacht in Kontakt mit den Ideen des kommunistischen Anarchismus von Peter Kropotkin und trug dessen Ideen in den Buczaczer Arbeiterverein. Seine Propaganda für den Anarchismus trug ihm den Ausschluss aus dem Verein ein, worauf sich die Brüderlichkeit in eine parteisozialistische und eine anarchistische Gruppe spaltete.

Prägend für seine Entwicklung war auch die Massenerhebung der LandarbeiterInnen in seiner ostgalizischen Heimat von 1902, die durch den Arbeiterverein mitinitiiert und unterstützt wurde. Diese Erfahrungen flossen 1903 in Max Nachts erste Schrift Die revolutionäre Bewegung in Russland mit ein, in der er die Russische Revolution von 1905 schon voraussah.

Im Juni 1904 gab Max Nacht mit einem Studienfreund, die seit Jahren nach Jahren die erste polnischsprachige Anarchistenzeitung - die Wolny Swiat (Freie Welt) - heraus. Die erste Nummer wurde aber sogleich beschlagnahmt und die Herausgeber wegen Hochverrats angeklagt. Nacht konnte sich im Sommer 1904 der Verhaftung durch die Flucht nach Zürich entziehen. Es war für ihn der Beginn einer langen Odyssee, die ihn von Zürich nach Genf, von Genf nach Paris und von dort nach London bringen sollte.

In Zürich übertrug die kriselnde Redaktion des anarchistischen Weckruf Nacht die Herausgabe der Zeitung, war er doch durch seine vielen Artikel in deutschsprachigen anarchistischen Blättern und durch seine Russland-Broschüre kein Unbekannter mehr bei den Zürcher AnarchistInnen. Ende Jahr bat Max Nacht seinen Bruder Siegfried um Mithilfe bei der Herausgabe. Zusammen mit dem radikalen Wiener Schneider Franz Blazek prägten die beiden die Zeitung wesentlich und brachten sie zu einer nie gekannten Popularität. In Zürich kam er mit Fritz Brupbacher in freundschaftlichen Kontakt, mit dem er bis in die 1940er Jahre verbunden blieb. Da nur in der Schweiz, nebst Holland, der Süssstoff Saccharin rezeptfrei erhältlich war, entstand von der Schweiz aus ein einträglicher Saccharinschmuggel mit dem Zucker der Armen, vor allen nach Osteuropa. Die Nachts beteiligten sich an diesem Schmuggel und konnten so die stets in finanziellen Nöten steckende Zeitung mit Saccharin füttern und zum Blühen bringen - die Auflage stieg auf fast 4000 Stück.

Im Juli 1905, der Weckruf befand sich in Sachen Qualität, Anzahl der MitarbeiterInnen und Auflagenzahl auf seinem Höhepunkt, startete die Polizei eine gross angelegte Aktion gegen die Weckrufgruppe und zerschlug sie. Dabei durchsuchte die Polizei alle Wohnungen der zum Weckruf gehörenden Personen, beschlagnahmte Briefe, Bücher und sonstiges Druckmaterial und verhaftete zwölf Personen. Max Nacht entging dieser Aktion. Es gelang ihm zusammen mit einem anderen Weckrufmitarbeiter -Werner Daya - nach Genf zu flüchten und dort unterzutauchen.

Noch in Genf löste sich Max Nacht vom klassischen Anarchismus und schloss sich einer radikalen Gruppe an, die versuchte, die Ideen ihres Vordenkers Jan Waclav Makhaiski, die eine Mischung aus Bakunismus und Marxismus waren, in die Praxis umzusetzen. »Bombardiert durch ultra-linke Ketzer, welche den traditionellen Anarchismus und Syndikalismus als zu unnötig gemässigt und bürgerlich kritisierten, wurde ich schwankend in meinen Überzeugungen.« erinnerte sich Max Nacht.

Nach Stationen in Genf und Paris liess Max sich 1908 in London nieder, wo er seine langjährige Gefährtin Sabine Kanfer, die er in der Schweiz kennengelernt hatte, heiratete und eine Ausbildung als Schriftsetzter abschloss. Die Zugehörigkeit zur Makhaiski-Gruppe brachte Max Nacht 1908, kurz nach seiner Heirat, in die russische Untergrundbewegung, wo er von Ostgalizien aus versuchte, Widerstandsgruppen gegen das Regime des Zaren zu formieren. Als der Gruppe 1909 das Geld ausging, wurde dieser Versuch aber abgebrochen.

Nach weiteren Abstechern nach Italien und der Türkei wanderte er 1913, wie seine Brüder und ohne seine Frau, von der er sich trennte und die in Paris blieb, in die USA, nach New York, aus.

In den USA nahm Max Nacht den Namen Max Nomad an. Enttäuscht von allen linken Bewegungen schloss er sich keiner Gruppierung mehr an. Als jedoch die russische Revolution 1917 die Bolschewiki an die Macht brachte, fand Max bei ihnen einen neuen Glauben. Er erinnert sich später: »Die bolschewistische Revolution stoppte meinen wachsenden Skeptizismus und erweckte meine Hoffnung für eine bessere Welt.«

1923 wechselte Max Nomad, nach einem Abstecher nach Chicago, zum sowjetischen Informationsbüro in der inoffiziellen Botschaft in Washington. Dort arbeitete er bis 1929, ohne aber je der Kommunistischen Partei beizutreten. Im selben Jahr übersiedelte Max Nomad von Washington wieder nach New York. Er hatte seine Arbeit in der sowjetischen Botschaft aufgegeben, denn er war wegen seiner kritischen Gesinnung immer mehr unter Druck geraten und hatte seine Begeisterung für die Sowjetunion längst verloren. Er besann sich auf seine früheren Ideen und entwickelte für sich eine kritische Theorie, die er skeptischen Anarchismus nannte.

Max Nomad fing an Bücher zu publizieren, die anhand von Biographien stets die Problematik von Herr und Knecht untersuchten. Sein erstes Buch Rebels and Renegades, das 1932 erschien, verkaufte sich schlecht, doch mit der Zeit schuf er sich einen Namen. So wurden seine Werke von Bertrand Russel gelobt und von Hannah Arendt rezipiert. Sein erfolgreichstes Buch Aspects of Revolt, erste Ausgabe 1959, wird bis heute immer wieder aufgelegt.

Während des 2. Weltkrieges arbeitete er für die Postzensurbehörde, überzeugt davon, wie sein Bruder Stephen, damit etwas gegen die nationalsozialistische Pest beitragen zu können. Von 1946 bis 1956 hielt er Vorlesungen in Politischen Wissenschaften und Geschichte an der New Yorker Universität und an der School for Social Research. Bis zu seinem Tod war er ein begehrter Publizist und gefragter scharfzüngiger Vortragender. Max Nomad starb am in New York, 92jährig.

 

Wirkung

Mit der Wiederentdeckung der Theorien von Jan Makhaiski in den 80er Jahren des letzten Jahrhunderts in Frankreich und in den USA, rückte der letzte Zeuge der Bewegung, Max Nomad, der ein enger Vertrauter Makhaiskis und Verwalter eines Teiles seines Nachlasses war, ebenfalls ins Blickfeld des Interesses.

So wurden in verschiedenen Ländern, wie Italien und Frankreich, Beiträge von Max Nomad neu zur Diskussion gestellt. Und im englischen Sprachraum werden zurzeit sogar ein Teil seiner Bücher neu verlegt. Damit verbunden ist eine Diskussion über seinen skeptischen Anarchismus, bestehend aus einer Mischung von Ideen Makhaiskis, anarchistischen Ideen und seiner Vorstellung der Notwendigkeit einer permanenten Revolution, »die eine Definition oder eine definitive Lösung des Klassengegensatzes ausschloss«.

Ebenso wichtig für die anarchistische Bewegung war die finanzielle Unterstützung von Max Nettlau und dessen Werk durch Max und Siegfried Nacht, die damit dazu beitrugen, dass wichtiges geschichtliches Material zum Anarchismus gesichert werden konnte. Und nicht zuletzt hat Max Nomad mit seinem 1964 veröffentlichen Erinnerungsbuch Dreamers Dynamiters and Demagogues, Reminiszenzen an die Geschichte der radikalen, antiautoritären Bewegung der letzten Jahrhundertwende, auch für die Schweiz eine wichtige Quelle hinterlassen.

 

Bibliographie

 

Nacht, M., Die revolutionäre Bewegung in Russland, Berlin 1902

Le Chansonnier International du Révolté, Internationales Rebellen-Liederbuch, London 1906 (A.R. und M.N.)

Nomad, Max, Rebels and Renegades, New York 1932

Nomad, Max, Machajski, Waclaw in Encyclopedia of the Social Sciences 1932

Nomad, Max, Masters - Old and New. A Social Philosophy without myths in Calverton, V.F. (Hrsg.), The Making of Society an outline of sociology, New York 1937 und Edmonton 1979

Nomad, Max, Apostles of Revolution, London 1939 und Expanded edition, New York 1961

Nomad, Max, Communism and the Jews in [The Universial] Jewish Encyclopedia, New York 1940

Nomad, Max, The Jewish Conspiracy, 1944

Nomad, Max, Communism in Gross, Feliks, European Ideologies, New York 1948

Nomad, Max, The Evolution of Anarchism and Syndicalismus: A Critical View in Gross, Feliks, European Ideologies, New York 1948

Nomad, Max, A Skeptic’s Political Dictionary and Handbook for the Disenchanted, New York 1953

Nomad, Max, Aspects of Revolt, New York 1959 und New York 1961

Nomad, Max, Dreamers Dynamiters and Demagogues. Reminiscences, New York 1964

Nomad, Max, Political heretics, Michigan 1963,

Nomad, Max, The Anarchist Tradition in The Revolutionary Internationals, 1864-1943, Stanford 1966

 

Quelle: Werner Portmann, Die wilden Schafe. Max und Siegfried Nacht. Zwei radikale, jüdische Existenzen, Münster 2008


FONTI:

Werner Portmann, "Die wilden Schafe. Max und Siegfried Nacht. Zwei radikale, jüdische Existenzen", Münster 2008 / GB /

Opere in francese: vedi la conclusione di "Rebels...", in "Socialisme et les intellectuels", nella rivista La Révolution prolétarienne, No 163, 10.11.1933  e nella stessa rivista, 25.12.1937 l'altro articolo "Lutte finale ou Révolution permanente?"




CRONOLOGIA: