Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 10/08/2022 - 18:34

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PEDRUZZI Umberto

Operaio - Muratore



Massa Carrara 4.11.1884 da Giuseppe e Antonia Giovannelli - Bienne BE (ospedale) 27.5.1931.

Partito per il servizio militare nel luglio 1905 diserta e si rifugia a Biasca TI, dove aderisce a un gruppo anarchico. Si trasferisce a Moutier BE dove viene arrestato il 2 aprile 1907 e condannato a 1 mese di prigione e 5 anni di espulsione dal canton Berna. A Zurigo nell'agosto 1907 viene poi arrestato durante uno sciopero dei muratori e condannato a 3 mesi di reclusione  - e per 10 anni espulso dal canton Zurigo -  per “violenza alla libertà del lavoro e ferimento di agenti della forza pubblica”: in  effetti con altri compagni era intervenuto contro dei crumiri nel corso di uno sciopero ed in seguito aveva ferito un agente di polizia con un colpo di coltello ai reni.

Espulso nel 1907 da Zurigo, e accompagnato al Chiasso TI per l'Italia (e benché disertore) riesce a fuggire dal treno...
Si reca in Francia e nel corso del 1909 entra a far parte del gruppo anarchico italiano Germinal di Marsiglia. Stabilitosi a Parigi, nell'ottobre 1912 viene arrestato all'uscita da una riunione anarchica e condannato a 4 mesi di reclusione per "violenza, resistenza e oltraggio agli agenti". Colpito in seguito da un provvedimento di espulsione, si rifugia nei pressi di Parigi, grazie a falsi documenti, fino al 1915.
Poi rientra in Svizzera, nel 1917 è a Zurigo.

Dall'estate 1920 si stabilisce Massa assieme alla compagna elvetica Berta Mathez.
Segretario della Lega dei muratori di Massa, nel 1921 organizza un gruppo di Arditi del Popolo e partecipa a varie azioni contro i fascisti sulle montagne carraresi. Poi si dà alla latitanza e nel mese di ottobre è rintracciato a Roma. Viene condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione, ma rimesso in libertà nel novembre 1923 grazie ad un'amnistia, si trasferisce a Roma con la Mathez, divenuta nel frattempo sua moglie.

Dalla Francia (?) giunge a Bienne BE nel 1931 con passaporto di un certo Rossi, per ritrovare l'ex moglie da tempo rientrata in Svizzera - e divorziata da tempo - dove il 27 maggio 1931 la uccide con tre colpi di rivoltella, togliendosi poi la vita con un colpo in testa e muorendo all'ospedale.


FONTI:

GB / DBAI / Journal de Genève, 4.6.1907 / Risv. 7.9.1907 / L'Express, 28.5.1931 per la morte di Bertha Mathez / Der Bund, 29.5.1931 /




CRONOLOGIA: