Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 29/04/2017 - 14:29

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PERETTI Antonietta

Lugano TI il 29.11.1896 da Giuseppe Griffith e Rosalia Fagandini - Bellinzona TI 16.4.1980.

Nata Griffith, vedova Bonaria, poi vedova Peretti [All'epoca in Svizzera con il matrimonio le donne assumevano ufficialmente il cognome del marito e quindi perdevano completamente il cognome precedente].

Nata a Lugano da Giuseppe Griffith e Rosalia Fagandini, cittadini italiani, dopo la separazione dei genitori, avrà come figura paterna l'anarchico ticinese Antonio Gagliardi. Infatti, nel 1898 emigra con la madre e Gagliardi nella Svizzera Interna, a Zurigo, Basilea, poi ancora a Zurigo. Nel 1917 la famiglia ritorna a Lugano e nel 1921 si stabilisce definitivamente a Bellinzona. Nel 1922 Antonietta sposa l'anarchico Giuseppe Bonaria (1891-1930 - già comproprietario con Gagliardi di un magazzino di commestibili/vini a Zurigo, battezzato con il nome di “Risveglio”), il quale partecipa sia all'attività commerciale in vini dello “suocero”, sia all'attività del movimento anarchico ticinese.
Negli anni Venti la loro casa diventerà un luogo rilevante di prima accoglienza clandestina per i numerosi fuorusciti italiani, cui Gagliardi e Bonaria, con altri compagni, tra cui Peretti e Vanza, dovranno reperire documenti e danaro per far loro raggiungere la Francia, le Americhe o, eventualmente, un lavoro locale occasionale. Per Rosalia e Antonietta significa un gravoso lavoro casalingo, clandestino e quindi sempre in allerta, e dover anche rincuorare i numerosi ospiti, anarchici o no, per giorni, settimane, a volte mesi. Un'attività sovente sottovalutata dalla memoria storica, in cui appaiono quasi esclusivamente alcune “gesta” dei militanti e ben poco quelle delle militanti. Non mancherà di dare una mano finanziariamente a Malatesta nel novembre 1927 (vedi lettera di Elena Melli del 28.11.27).
Rimasta vedova di Bonaria, nel 1933 sposa Giuseppe Peretti.


L'abbiamo conosciuta nel 1974, senza figli, nuovamente vedova dal 1966, accogliente e solare nella sua abitazione sita a Ravecchia (Bellinzona), curiosa ed interessata nel voler partecipare in un modo o in un altro al rinnovamento del movimento anarchico ticinese, anche se nel frattempo non era affatto rimasta con le mani in mano, sostenenendo finanziariamente il settimanale anarchico Umanità Nova, mantenendo stretti contatti con i “vecchi compagni” - in particolare Vanza e Clelia Dotta -, inviando sovente un bel panettone all'anarchico Ferdinando Balboni, da alcuni anni ospite di una casa per non vedenti a Basilea.
Nel 1978 dà praticamente il via alle Edizioni La Baronata di Lugano, contribuendo con un importo sufficiente per la pubblicazione dei primi due libri.
Muore a Bellinzona e come da sua richiesta ci sarà un funerale laico con cremazione, bandiera nera e rose rosse, melodie del “Nabucco” e di “Addio Lugano Bella”; non mancherà l'intervento/saluto degli anarchici ticinesi.

(Antonietta ha devoluto tutta la sua sostanza - in particolare la sua casa di Ravecchia - alla “Fondazione Antonietta e Giuseppe Peretti”, con lo scopo "di devolvere il reddito della sostanza per i ¾ all'Ospedale San Giovanni di Bellinzona per il potenziamento delle attrezzature e dei mezzi clinici per la lotta e la cura contro il cancro per l'aiuto diretto a persone bisognose colpite da cancro, e per un ¼ alla Pro Infirmis a favore dei bambini poveri colpiti da paralisi cerebrale o minorati cerebrali").

Nel CPC di Roma: in GRIFFITH Antonietta, nata in CH, residente in CH, segnalata dal 1931 al 1939, iscritta alla Rubrica di frontiera, busta 2529.
 


Lugano 29.11.1896 des Giuseppe Griffith und der Rosalia Fagandini - Bellinzona /TI 16.4.1980.
Geborene Griffith, Witwe Bonaria.

 

 

Geboren in Lugano, des Giuseppe Griffith und der Rosalia Fagandini, italienische Staatsangehörige, wird ihr nach der Trennung ihrer Eltern der Tessiner Anarchist Antonio Gagliardi Vaterfigur. 1898 wandert sie nämlich mit ihrer Mutter und Gagliardi in die Deutschschweiz aus, nach Zürich, Basel, und wieder Zürich. 1917 kehrt die Familie nach Lugano zurück und 1921 lässt sie sich definitiv in Bellinzona nieder. Kurz darauf heiratet Antonietta den Anarchisten Giuseppe Bonaria (1891-1930 - er war mit Gagliardi zusammen schon Miteigentümer eines Kolonial- und Weingeschäfts in Zürich, das sie "Risveglio" [Weckruf, oder auch Aufwachen] getauft hatten), der sich sowohl am Weinhandel des "Schwiegervaters", wie auch an der Tätigkeit in der anarchistischen Bewegung im Tessin beteiligt.
In den zwanziger Jahren wird ihr Haus ein bedeutender Ort der klandestinen Anlaufstelle von zahlreichen italienischen Emigranten, denen Gagliardi und Bonaria, zusammen mit anderen Genossen, darunter Peretti und Vanza, Dokumente und Geld verschafft, damit sie nach Frankreich oder Amerika gelangen können, oder allenfalls Gelegenheitsarbeitenfinden. Für Rosalia und Antonietta bedeutet dies harte Hausarbeit, heimlich und damit immer auf der Hut, aber auch, die zahlreichen Gäste, Anarchisten und andere, ermutigen, tagelang, wochenlang, manchmal monatelang. Eine in der Geschichtsschreibung oft unterschätzte Tätigkeit - darin erscheinen fast ausschliesslich "Taten" der Aktivisten, kaum je der Aktivistinnen.
Witwe Bonaria, heiratet sie 1933 Giuseppe Peretti.
Wir haben sie 1974 kennengelernt, ohne Nachkommen, seit 1966 erneut Witwe, gastfreundlich und sonnig in ihrer Wohnung in Ravecchia (Bellinzona), neugierig und interessiert daran, auf die eine oder andere Weise an der Erneuerung der anarchistischen Bewegung im Tessin teilzunehmen, auch wenn sie in der Zwischenzeit durchaus nicht mit den Händen im Schoss geblieben war: Sie unterstützte finanziell die anarchistische Wochenzeitung Umanità Nova und unterhielt enge Kontakte mit den "alten Genossen" - insbesondere Vanza und Clelia Dotta -, oft schickte sie dem Anarchisten Ferdinando Balboni - seit einigen Jahren Gast in einem Blindenheim in Basel - einen Panettone.
1978 legt sie praktisch den Grundstein für die Edizioni La Baronata in Lugano, indem sie einen Betrag stiftet, der die Herausgabe der ersten zwei Bücher ermöglicht.
Sie stirbt in Bellinzona, und wie sie es gewünscht hat, findet ein nicht-religiöses Begräbnis statt, mit Kremation, schwarzen Fahnen und roten Rosen, Melodien aus dem "Nabucco" und "Addio Lugano Bella", auch Beiträge/Grüsse der Tessiner Anarchisten fehlen nicht.

 

 

(Antonietta hat ihr ganzes Vermögen - insbesondere ihr Haus in Ravecchia - der "Stiftung Antonietta und Giuseppe Peretti" vermacht, mit dem Zweck "3/4 des Vermögensertrages dem Spital San Giovanni in Bellinzona zukommen zu lassen für den Ausbau der klinischen Ausstattung und Mittel für die Bekämpfung und Behandlung von Krebs und die direkte Unterstützung von bedürftigen Personen mit Krebs, und ¼ an Pro Infirmis zugunsten von bedürftigen cerebral gelähmten Kindern oder solchen mit sonstigen cerebralen Störungen").

 

 


FONTI:

GB in Bollettino del Circolo Carlo Vanza No 3, dicembre 2007 // (Casell. politico di Roma, G09368 - non verificato) // Lettera di Elena Melli a Antonietta del 28.11.1927 per ringraziarla di lire 1009 - info di Davide Turcato - fotocopia in CCV Bellinzona //




CRONOLOGIA: