Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 15/01/2019 - 11:16

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PERETTI Giuseppe

Ferroviere, poi capo reparto operaio verniciatore presso le Ferrovie federali svizzere (FFS) di Bellinzona



Bellinzona TI 22.2.1887 da Pietro e Marietta Ghiringhelli – Bellinzona 18.9.1966.
Originario di Acquila TI.

Dopo l'apprendistato, è operaio verniciatore, poi capo reparto presso le Ferrovie federali svizzere di Bellinzona.
La sua attività nel movimento libertario non deve passare inosservata a Berna, sebbene nel luglio 1912 - su richiesta del Ministero pubblico - la polizia di Pubblica sicurezza di Bellinzona risponde che «non diede mai luogo a lagnanze e tanto meno si sa che abbia praticato compagnie di individui anarchici o sospetti tali», si tratta di «un operaio attivo e onesto». Tuttavia, anche in Ticino da questa data verrà schedato come anarchico.
Effettivamente Peretti, da diversi anni abbonato al quindicinale Il Risveglio socialista anarchico di Ginevra, conosce personalmente Luigi Bertoni ed è uno degli organizzatori delle sue tournée ticinesi. Nel 1914 sottoscrive per lo sciopero dei muratori e manovali di Ginevra (Voix du Peuple 25.7.14).
Nel 1918 è tra gli animatori  - il presidente è Giacomo Tettamanti - del "Comitato promotore di agitazione Pro Luigi Bertoni e compagni" (allora in lunga detenzione preventiva a Zurigo), che riesce a raccogliere solidarietà ed adesioni praticamente da tutto il movimento operaio della capitale ticinese: Unioni operaie officine FFS, Unione operaia Deposito FFS, Unione personale del Treno, Sezioni muratori e manovali, Sezione falegnami, Sezione sarti e sarte, Sezione pittori verniciatori, Sezione tipografi, Federazione svizzera dei lavoratori, Circolo magistrale... Un comizio/manifestazione fissato per il 3 novembre 1918 a Bellinzona, sarà sospeso dal Consiglio di Stato per misure profilattiche (la spagnola).
Non vi era sempre il grande amore tra polizia comunale e cantonale: infatti, è un rapporto assai scarno quello del settembre 1920 della Polizia pubblica sicurezza di Bellinzona alla Direzione centrale di Polizia di Bellinzona (che vuol rispondere servilmente alla richiesta del Regio console d'Italia di Lugano): «verniciatore presso le FFS di Bellinzona, celibe, abita in Casa Salvioni al Portone, socialista convinto, frequenta la Casa del Popolo, anche alpinista appassionato».
Peretti è alquanto attivo negli anni Venti, si evidenzia tra gli animatori libertari della rete per l'aiuto agli esuli assieme a Antonio Gagliardi, Giuseppe Bonaria, Carlo Vanza, in particolare nel far loro passare i valichi italo-ticinesi. Tra gli anarchici già espulsi dalla Svizzera ricordiamo Errico Malatesta nel settembre 1922 che entrerà clandestinamente in Sviozzera (vedi Bonaria*) solo per qualche giorno, invitato al Congresso di Saint-Imier per il cinquantesimo dell'Internazionale antiautoritaria (Peretti lo accompagnerà personalmente con Vanza, Bonaria, Gandini ed altri compagni), poi - tra i fuorusciti - nel 1927 Bianca, la moglie di Luigi Fabbri con il passaporto falso a nome di Rosa Salvadè, la figlia Luce nel 1928, Nino Napolitano e Celeste, Domenico Jacovelli poi rifugiatosi in Argentina... Luce Fabbri così lo ricorda: «Passai la frontiera tranquillamente in treno con Peretti che conobbi in quell'occasione e in veste di sua moglie. Figuravo nel suo passaporto come Maria Lepori in Peretti, 25 anni... Aggiungo solo che Peretti, cittadino svizzero e buon alpinista, aiutò a passar la frontiera molti antifascisti, in treno o per la montagna, ed ebbe nel suo passaporto più mogli che il gran pascià» (Luce Fabbri in Luigi Fabbri, storia d'un uomo libero). In precedenza la stessa aveva scritto sul foglio L'Adunata dei Refrattari di New York: «Conobbi Nino Napolitano a Bellinzona nel dicembre 1928, il giorno dopo d'aver passata clandestinamente la frontiera italo-svizzera; era con la sua Celeste a casa di Gagliardi, un vecchio compagno amico di Malatesta e di mio padre, morto da poco, la cui famiglia ne continuava la tradizione di larga e cordiale ospitalità. Non ho più dimenticato quel piccolo nucleo di Bellinzona: la signora Gagliardi [Rosalia Griffith, nata Fagandini], Antonietta, Bonaria e il buon Peretti che, con calmo e apparentemente spensierato coraggio, traghettava gli antifascisti in fuga e ne proteggeva, con la fermezza dei forti, i primi passi...».
Gli esuli, dopo accoglienza in casa Gagliardi-Bonaria (secondo Antonietta Griffith sposata Bonaria, poi Peretti, vennero accolti per giorni, a volte per settimane o mesi, poco meno di un centinaio di esuli anarchici, socialisti e repubblicani) sono in seguito segnalati a Ferdinando Balboni di Basilea o a Luigi Bertoni e Carlo Frigerio di Ginevra, che facilitano loro il passaggio clandestino in Francia. Infatti per gli esuli non è per niente facile stabilirsi in Svizzera, trovare un lavoro e... non poter svolgere alcuna attività politica.
Peretti ha diversi contatti con i compagni in Italia e non sarà casuale la richiesta di Luigi Fabbri, esule in Francia, di voler conoscere la situazione dei compagni di Milano, la possibilità di diffondere in Italia un manifesto per il Primo Maggio, se vi sono possibilità di trovare un lavoro in Ticino perché a Vincennes si trova in difficoltà... (Lettera del 25.3.1928).
Dal 1926 risulta uno dei maggiori corrieri per il soccorso alle vittime politiche anarchiche in Italia, in stretto contatto con Bertoni e Frigerio a Ginevra e con diversi esuli, tra cui Camillo Berneri. Nel gennaio 1929 viene arrestato a Milano assieme all'italiano Pietro Costa (ex ferroviere, anarchico, licenziato per motivi politici), poi subito rilasciati in mancanza di elementi a loro carico. Poco dopo si reca a Parigi per contatti, accompagnato da Giuseppe Bonaria. L'11 o il 15  maggio 1929 è nuovamente arrestato con Costa alla frontiera di Ponte Chiasso, dove gli sono trovati, tra l'altro, passaporti falsi e valori in franchi svizzeri e italiani (frs. 350, 1000 lire). Peretti ammette solo di essere in rapporto con Costa da circa 2 anni e aggiunge di essere stato incaricato da Antonio Gagliardi (ma scomparso nel maggio 1927!) e da sua "moglie" Rosalia (Griffith) di portare aiuti in Italia per soccorrere i famigliari di antifascisti detenuti. Dopo 10 giorni di interrogatori, è trasferito a Roma, accusato di aver svolto attività in favore del Comitato pro vittime politiche, di aver ricostituito il Partito anarchico (cioè l'Unione anarchica italiana) ecc. Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato lo condanna nel novembre 1929 a due anni di reclusione in quanto colpevole di reato di propaganda sovversiva in favore del partito anarchico a mezzo del Soccorso rosso. Pure due anni agli anarchici Pietro Costa, Guglielmo Cimoso, Angelo Rognoni, quest’ultimo latitante, mentre vengono assolti per mancanza di indizi Gino Bibbi, Giovanni Domaschi, Domenico Gudagnanini, Romeo Asara e Ermenegilda Villa.
Il movimento operaio in Svizzera organizza manifestazioni poco dopo il suo arresto: in Ticino già  nel maggio 1929 a Bellinzona alla presenza di ca 500 persone, dove vi sono come comizianti l'anarchico Luigi Bertoni di Ginevra, i socialisti Giuseppe Biaggio, Piero Pellegrini di Libera Stampa:
"Tutti a Bellinzona domenica 26 maggio 1929 alle h. 13 precise in Piazza del Teatro. Esasperati dalle continue prepotenze e dal bieco spionaggio consumati in terra ticinese dai fascisti, i partiti antifascisti indicono un comizio di protesta che sia monito per i prepotenti in camicia nera e dimostri loro che il Ticino non è paese di conquista. I partiti antifascisti" (volantino pure diffuso in lingua tedesca).
Poi vi saranno altre manifestazioni antifasciste in tutto il Cantone, come per es. la manifestazione del 9 giugno 1929, convocata dai Giovani socialisti e dal Gruppo anarchico in commemorazione di Matteotti - ma che riguarda anche G. Peretti - alla presenza di 1500 manifestanti, dove praticamente Bellinzona sembra in stato d'assedio con 53 gendarmi, la truppa in allerta consegnata in caserma, un autocarro pronto con mitragliatrice, soldati di picchetto alla Banca dello Stato. Oratori: Giovanni Tamò, Guglielmetti, Zeli.
A fine novembre 1929, 100 sotto ufficiali e 23 gendarmi sono di picchetto a Bellinzona per l’eventuale pericolo di una manifestazione violenta al momento della decisione processuale, in dicembre a Ginevra vi è un grande comizio a Plainpalais, mentre altre manifestazioni si svolgono a Zurigo..., tanto da obbligare il Governo elvetico, mediante il Consigliere federale Motta, ad intervenire nuovamente nei confronti del Governo italiano fascista. Motta aveva raccomandato di astenersi da ogni manifestazione in favore di Peretti perché avrebbe potuto beneficiare di una grazia: «Motta pretende che sarebbe stato il mio intervento a compromettere la situazione del Peretti» (L. Bertoni, Il Risveglio 29.6.1929).
Peretti nel marzo 1930 inoltra istanza di grazia: con decreto del giugno 1930 gli viene concesso la condizionale della residua pena da espiare. Detenuto dal maggio 1929, è scarcerato dalla casa penale di Finale Ligure nel giugno 1930, dopo 1 anno e 26 giorni di prigione. Appena liberato, l'anarchico Camillo Berneri gli scriverà: «Ricordaci a Bonaria, non lasciarci senza tue notizie e per quello che ti occorresse aver bisogno rivolgiti a noi, che saremo ben contenti di fare tutto il possibile sapendo quanto tu meriti e avendo per te vivo affetto ...».
Nel 1933 sposerà Antonietta, nata Griffith, vedova Giuseppe Bonaria.
Sempre attivo anche negli anni Trenta nel Gruppo anarchico di Bellinzona, collabora al periodico sindacale Il Ferroviere, anche se alcuni articoli non vengono affatto apprezzati e quindi rifiutati, perché costituiscono «un attacco a fondo contro il Papa...» o perché «intaccano troppo palesemente i principi religiosi...» (lettere del redattore, 17.1.1949 - 7.3.1949 / CCV Locarno), rimane in stretto contatto con i compagni in Svizzera, all'estero in particolare con Giovanna Berneri, Randolfo Vella, Tommaso Serra, Ugo Fedeli.

Al crematorio di Lugano intervento del compagno Carlo Vanza.
 


FONTI:

GB / DBAI / Luce Fabbri, "Storia di un uomo libero", Pisa 1996 / G. Bottinelli, "Luigi Bertoni", Lugano 1997 / "Epistolario inedito di Camillo Berneri", Pistoia 1980 / Romano Broggini, "Appunti sui gruppi anarchici e libertari", Bellinzona 1978 / Libera Stampa, Lugano 17.3.1959 a firma il topo e 22.9.1955 a firma amici / Umanità Nova 1.10.1966 a firma Carlo Vanza / Corriere della Sera, in Corriere giudiziario 1.12.1929 / Archivio cantonale Belinzona, rapporti di polizia 5.7.1912, 31.8.1920, 3.9.1920 / lettere a Peretti di Luigi Fabbri, Luce Fabbri, L. Bertoni, Porcelli, Giuseppe Tosca, ecc. presso il Circolo Carlo Vanza di Locarno / "Fondo Varia, dono Tiziano Chiesa", Fondazione Pellegrini Canevascini in Archivio di Stato Bellinzona / Bollettino del Circolo Carlo Vanza, No 3, dicembre 2007 / Libera stampa, 22.9.1966 / Risv. 29.7.1914 per sottoscrizione / Libera Stampa, art. di Vanza 26.9.1972 /




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