Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 19/08/2022 - 17:35

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SALVIONI Carlo

Filologo, linguista, professore




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Bellinzona TI 3.3.1858 da Carlo e Martina Borsa - Milano 20.10.1920
.
Sposato con Enrichetta Taveggia.

Ticinese.

Frequenta il collegio San Giuseppe a Locarno TI, il ginnasio cantonale di Lugano TI, ha come compagno di scuola Mosè Bertoni*, poi il liceo.
Nell'inverno 1873 conosce Elisée Reclus* che, liberato dalla prigione di Versailles e al bando per 10 anni dalla Francia, si era stabilito nell'aprile 1872 alla Levina di Pazzallo TI (con la moglie Fanny Lherminez, la suocera e le due figlie nate dal primo matrimonio) per poi stabilirsi nella Svizzera romanda nell'agosto 1874, e con il quale Salvioni rimarrà in contatto epistolare per diversi anni.
Nel 1874 conosce Bakunin*, appena giunto a Lugano proveniente dalla Baronata.
Per la morte di Bakunin il 3 luglio 1876 è a Berna BE, sulla sua tomba parlano i rappresentanti dell'Internazionalismo anarchico: Schwitzguébel, Guillaume, Elisée Reclus per la FG, Carlo Salvioni a nome della gioventù rivoluzionaria italiana, Paul Brousse per la gioventù rivoluzionaria francese e Betsien per il proletariato di lingua tedesca.
Da Bellinzona, una lettera al Comitato federale giurassiano, in data 7 ottobre 1876 Salvioni annuncia la fondazione di una sezione ticinese e l'adesione alla FG (quote: 7 - poi 12 paganti secondo "Guillaume"). Probabilmente l'iniziativa di Salvioni di organizzare una sezione così piccola deve collegarsi al fatto che la sezione Ceresio di Lugano sta orientandosi in senso antibakuniano sotto l'influenza di Malon, Favre, Zanardelli, Nabruzzi.


Nell'ottobre 1875 su La Plebe sottoscrive un manifesto "a favore di tutti i cittadini attualmente detenuti per cospirazione internazionale" accanto a Emilio Borghetti, Gaetano Grassi, Olympe Koutouw [Olimpia Kutuzova], Serafino Mazzotti, Marietta Focaccia, Enrico Cima, Domenico Carpaneti, Michele Bakounine, Armand Ross, Kravtchesnay [prob. Kravcinskii), Giuseppe Santandrea, Z.X.
Nel 1875 si era iscritto in medicina all'UNI di Basilea, ma sotto l'influenza di Cornu si interessa agli studi di dialettologia. Ritorna a Bellinzona, poi nell'ottobre 1876 a Lipsia, sempre per studi di medicina. Alla notizia della insurrezione internazionalista del Matese (5.4 – 12.4. 1877) Salvioni vorrebbe accorrere a fianco degli amici Cafiero e Malatesta, ma Reclus in una lettera lo distoglie da questa decisione. Dalla Germania collabora con quattro articoli tra il gennaio e marzo 1877 al giornale Il Martello di Bologna e tra il 1877-78 tre corrispondenze sempre da Lipsia pubblicate su Le Travailleur di Ginevra.

Crisi di studi, e più tardi anche di ideali: nel 1878 interrompe gli studi di medicina, sempre a Lipsia si iscrive in filosofia, poi approfondendo la filologia romanza e classica, grammatica sanscrita, storia letteraria italiana e poesia provenzale con l'obiettivo dell'insegnamento universitario. Probabilmente passa qualche giorno dell'agosto 1879 presso Reclus a Clarens. Dottorato nel 1883 (su "Fonetica del dialetto moderno della Città di Milano") laureato in filologia romanza, lingua e letteratura latina, linguistica generale. Libero docente a Torino in Storia comparata delle lingue classiche e neo latine, poi Milano, Pavia, come ordinario di storia comparata delle lingue classiche e neolatine fino al 1902. In seguito ancora a Milano nel 1901 e 1902.
Pubblica nel 1900 la bibliografia dei dialetti ticinesi e lo studio tra il 1904 e 1905 "Lingua e dialetti della Svizzera italiana". Nel 1907 fonda il "Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana".

Abbandonato ormai l'anarchismo da oltre un ventennio, è membro del Partito conservatore, fonda con Francesco Chiesa una sezione ticinese della Società Dante Alighieri, subito guardata con sospetto dalle autorità federali che subdoravano intenti irredentistici. Poi "padre spirituale" e finanziatore del periodico di cultura L'Adula (primo numero: luglio 1912), sotto la direzione di Teresina Bontempi e Rosetta Colombi, sostenendo poi (sempre con F. Chiesa) l'impresa Libica e aderendo al nazionalismo interventista italiano come sollecito alla conclusione del Risorgimento.
I suoi due figli, Ferruccio e Enrico, decisero di partecipare in quanto volontari alla guerra con l'Italia e furono uccisi dal piombo austriaco nel maggio 1916.

Preside dell'Accademia scientifico letteraria di Milano.

Opere:
Gli scritti linguisitici, cinque volumi, a cura di Michele Loporcaro, Romano Broggini, Lorenza Pescia e Paola Vecchio, Ed. dello Stato del Canton Ticino, Bellinzona 2009.


FONTI:

GB / J.Guillaume - L'internazionale / Romano Broggini, "Due Anniversari: Carlo Salvioni e Clemente Merlo", Bellinzona 1971 / Romano Broggini, Appunti sui gruppi anarchici e libertari a Bellinzona, in "Pagine bellinzonesi", Bellinzona 1978 / Orazio Martinetti, in laRegioneTicino, 9.12.2008 / Mauro Cerutti, "Fra Roma e Berna", Franco Angeli 1986 / PC Masini, "Eresie dell'Ottocento", Milano 1978 / Silvia Morgana e Giuseppe Polimeni "Lettere dal fronte di Ferrruccio e di Enrico Salvioni" in Il Cantonetto, Lugano  giugno 2015 / Rév. 3.7.1926, 1.5.1927 / Gazzetta ticinese 25.10.1920, art. di F. Chiesa /




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