Cantiere biografico
degli Anarchici IN Svizzera








ultimo aggiornamento: 01/08/2022 - 19:26

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VELLA Randolfo

Fotografo ambulante, commerciante legnami, rappresentante di commercio



Risultato immagini per vella randolfo

Grotte (Agrigento) 20.4.1893 da Giuseppe e Concetta Paladino - Verona 13.11.1963.

Partecipa alle campagne antimilitariste per la liberazione di Masetti e Moroni, campagne che si tradussero nei moti della Settimana Rossa.
Denunciato più volte per oltraggio a pubblico ufficiale, arrestato, fuga. Arriva a Milano nel 1915, presidede dopo la morte di Molinari del comitato per l'amminsitrazione della Scuola Moderna e dopo la guerra lo troviamo attivo nella Camera del Lavoro locale di milano. Constribuisce al quotidiano anarchico Umanità Nova con vari ps: Demos, Giusto Volcedo, il Bersagliere, il Sonnabulista, Uno della tribù. Con l'avvento di Mussolini si reca negli USA e presto arrestato e rimpatriato.

Nel 1927 i fratelli Diego e Dante, che si trovano a Roma, vengono arrestati perché sospettati di detenere esplosivi; saranno rilasciati dopo molti mesi di carcere.
Anche Randolfo è diffidato e arrestato, ma posto in libertà, espatria clandestinamente nel 1927 in Svizzera, seguito nel marzo 1928 dalla "Tribù", a esclusione di Diego e Attilio. La Tribù si stabilisce prima a Lugano poi a Ginevra, composta “ora da 14 o 15 persone: quattro fratelli, tre dei quali con le rispettive famiglie, un cugino e due sorelle giovani”. I 4 fratelli sono Antonio, Randolfo, Giuseppe e Dante (i primi tre ammogliati: Randolfo e Giuseppe hanno sposato due sorelle Paladino, Giuseppina e Arpalice). Il cugino si chiama Diego, nato a Racalmuto il 15.2.1901 alla fine degli anni 30 si trasferisce negli USA. Le due sorelle, Gesuela (6.10.1884) e Carmela (31.12.1888) collaborano alle attività politiche dei fratelli. Randolfo ha due figlie: Folgore e Saggia .
Grazie all'editore Carlo Vanza e alla collaborazione di Camillo Berneri, la tribù fonda a Biasca  TI la rivista mensile antifascista Vogliamo! che si propone di arginare la “incessante penetrazione fascista nella Svizzera, in particolar modo nel Ticino”. Nel luglio 1930 la redazione è costretta a trasferirsi ad Annemasse, in Francia, per motivi di lavoro di Vella; poi riprenderà a Lugano sotto la direzione di Vanza. I Vella collaborano nel frattempo alla stampa anarchica internazionale in particolare al Il Risveglio e a L'Adunata dei refrattari di New York.
Nell'agosto 1930 scoppia una furiosa polemica coi comunisti del giornale Falce e martello di Lugano, che li accusano di essere delle spie fasciste, portando come prova il loro alto tenore di vita (si tratta forse dello zampino di Macchi ?, così dice la polizia dalla calligrafia, mentre Macchi nega). Sostenuto anche da Bertoni, la polemica si conclude con la vittoria dei Vella in tribunale (vedi anche Vella Attilio).
Le condizioni economiche della famiglia si vanno in realtà facendo sempre più precarie. Randolfo che commercia specialmente in “generi alimentari, mari e ricami” e Giuseppe, titolare di una ditta di legnami e cornici dorate, sono costretti a spostarsi frequentamente per l'Europa; Antonio s'impiega presso la ditta Peisner di Lugano, quale piazzista di ingrandimenti fotografici.
Nel 1932 Randolfo pubblica in Ticino "Pre-anarchia", un opuscolo sull'organizzazone della società post-rivoluzionaria che solleva nel Movimento anarchico critiche contrastanti. Alcuni lo ritendono vicino al piattaformismo (lo stesso autore dichiara di essersi ispirato all'esperienza maknovista), altri lo elogiano per aver posto sul terreno questioni, come quelle dell'amministrazione dei liberi comuni, della creazione dei consigli economici di gestione, dell'approvigionamento del popolo, della riorganizzazione dei trasporti e soprattutto della difesa sociale, che diverranno attuali durante la Rivoluzione Spagnola. Le critiche meno favorevoli le riceve dagli antiorganizzatori come Gigi Damiani e Nino Napolitano che gli chiederanno se “per l'attuazione della sua Preanarchia è necessaria una maggioranza... preanarchica, oppure basta un colpo di mano fortunato di una minoranza per dettar legge”. Sta di fatto che la visione preanarchica di Randolfo sembra influenzare i deliberati dei Convegni degli anarchici italiani, che si svolgeranno in Francia negli anni Trenta, da quello di Puteaux dell'11-12.11.1933 che porta alla costituzione della FAPI, a quello di Chambéry del 20.12.1934 che egli presiede, a quello infine di Sartrouville del 1-2.11.1935. In questi anni risiede a Cannes, dove periodicamente riceve la visita dei fratelli Giuseppe e Dante, e da dove a sua volta si sposa agevolmente verso Grenoble, Chambery e la Svizzera. Assume un ruolo di primo piano tra gli esuli in Francia, che rappresenta ai Congressi della LIDU, tenuti a Bordeaux nell'ottobre 1933 e a Grenoble col fratello Giuseppe e con Bertoni, esattamente un anno dopo.
Fine agosto 1936 si reca in Spagna dove figura come miliziano nella Colonna nella Ascaso, dal mese di dicembre sul fronte di Huesca. Nel febbraio 1937 è in Francia (sostituito al fronte dal fratello Dante) e si stabilisce a Annemasse. Subisce l'ostracismo dei compagni per l'improvviso rientro in Italia di Giuseppe del 5.11.1936; pure Antonio richiede di rientrare in Italia, ma lo potrà solo nel 1940.
Anche Randolfo va dal console il 22.7.1937 e dichiara che “rientrando in Italia sarà rispetttoso delle leggi...”. Il 30 maggio 1940 gli viene infine concesso di portarsi in Italia e curare la salute malferma. Durante la guerra restano in Svizzera a Lugano solo Dante e Gesuela. Dopo l'8 settembre i Vella partecipano alla lotta clandestina e Randolfo tiene comizi e conferenze in tutta italia, presiede il Convegno interregionale costituitivo della FACLAI con Failla e Fedeli, collabora a Umanità Nova e a Il Libertario.
Da tempo malato si spegne a Verona, preceduto di qualche mese dal fratello Antonio.

Nel CPC di Roma è segnalato dal 1914 al 1942, iscritto alla Rubrica di frontiera, nel fascicolo, diviso in due parti, è presente una scheda biografica.


FONTI:

GB / DBAI / Risv. 7.2.1931 /  Risv. 21.3.1931 decisione del tribunale contro le accuse di Falce e martello / Risv. 6.9. - 20.9 art. di Luigi Bertoni e lettera Malatesta /Milicias antifascista, Columna Ascaso... 19.12.1936 /




CRONOLOGIA: